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Lavoro

IL CASO/ Ecco il patto scuole-imprese che dà lavoro ai giovani

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Attenzione però:nella storia delle politiche pubbliche non sono pochi i casi di ricercata uniformità verso il basso. In altri termini, per correggere le situazioni più arretrate, si rallenta la corsa delle realtà più dinamiche. È ora assolutamente importante evitare che il nuovo Testo Unico, indirettamente, congeli le possibilità di attivazione di percorsi in apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione permessi in particolare dall’intesa lombarda.

La Regione Lombardia, che ha sottoscritto l’intesa coi Ministeri il 28 settembre 2010, in data 2 maggio 2011 ha emanato il decreto del dirigente di unità operativa (d.d.u.o.) n. 3608 recante “Avviso pubblico per la realizzazione di un’offerta formativa finalizzata all’acquisizione di una qualifica di istruzione e formazione professionale rivolta ad apprendisti assunti ai sensi dell’art. 48 del d.lgs. 276/03”, per il quale ha stanziato un milione di euro per la copertura della prima annualità del triennio 2011-2014. Si tratta della prima e unica operazione strutturata e non limitatamente sperimentale messa in atto da una pubblica amministrazione per favorire la stipulazione di contratti di apprendistato di primo livello. Si ricordi che in Italia il numero censito di questi contratti è pari a zero, se si eccettuano sporadiche sperimentazioni rivolte a non più di un centinaio di ragazzi e non considerando la provincia di Bolzano.

Nonostante la novità dello strumento, diverse realtà della formazione professionale hanno partecipato al bando lombardo, aggregando quindi delle classi di studenti ai quali dedicare un percorso professionale in apprendistato, con contestuale coinvolgimento di diversi imprenditori, sia piccoli che medi. Giovani, docenti e imprese sono quindi pronti, in attesa del finanziamento regionale. Ora interviene nuovo Testo Unico che, effettivamente, rischia di scoraggiare questa iniziativa. Non è peregrino pensare che i tecnici lombardi siano preoccupati: aspettare la nuova regolamentazione che approverà la Conferenza Stato-Regioni o iniziare la sperimentazione, rischiando un cambio di regole in corsa?