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IL CASO/ Ecco il patto scuole-imprese che dà lavoro ai giovani

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È infatti presumibile che in sede unificata non si riesca a chiudere un accordo così moderno come quello lombardo. Più che per quanto concerne le ore di formazione (400), per l’importo della retribuzione dell’apprendista (pari ai trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione collettiva in materia di apprendistato professionalizzante proporzionalmente al monte ore di impegno formativo - c.d. parametrizzazione). Sono fattori discriminanti per scuole e imprese. Non fermarsi, quindi. Al contrario, è necessario che la Conferenza Stato-Regioni possa convocarsi avendo come supporto alla costruzione della disciplina il successo (o l’insuccesso) di esperienze concrete ed in atto.

Qualora le prime classi di formazione professionale in apprendistato finanziate da regione Lombardia testimoniassero la capacità di questa particolare tipologia di percorso formativo di intercettare dispersi e favorire l’occupabilità dei “giovanissimi”, sarebbe allora difficile anche per le regioni politicamente più avverse all’apprendistato (o meglio, all’affermazione della valenza educativa e formativa del lavoro) ignorare questo dato.

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