BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

FOCUS/ Fiat vs. Confindustria, la cronistoria di uno strappo annunciato

Foto AnsaFoto Ansa

Con la manovra finanziaria correttiva (legge 148), il governo introduce all’articolo 8 l’erga omnes per legge e la possibilità di derogare ad alcune norme (tra cui anche sul licenziamento e l’obbligo di reintegro) attraverso intese tra le parti. Le nuove misure, richieste anche dalla Bce nella lettera al governo, danno luce agli accordi Fiat.

Le parti sociali firmano definitivamente l’accordo del 28 giugno. Con una nota comune, viene ribadito che le materie delle relazioni industriali e della contrattazione sono affidate all’autonoma determinazione delle parti. Così rispondono Confindustria e Sindacati alle disposizioni previste in materia di rapporti di lavoro dall’articolo 8 della manovra finanziaria. Fiat legge quella nota come la volontà di non dare seguito all’articolo 8.

L’uscita di Fiat da Confindustria rischia di segnare un passaggio dirompente. D’altra parte, aziende grandi e piccole hanno nell’ultimo anno fatto scadere la tessera dell’Associazione degli Industriali. Altre hanno annunciato la loro dipartita: Ibm, Ansaldo, Fincantieri. Al di là dell’aspetto economico, il distacco di Fiat potrebbe rappresentare una dolorosa lacerazione che lascerà a Confindustria gravi conseguenze da risolvere. Tutto il mondo della componentistica dell’auto - al di là dell’eterogeneo settore metalmeccanico - potrebbe ritirarsi. È difficile pensare a un contratto Fiat e a un contratto del restante sistema automobilistico.

© Riproduzione Riservata.