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PENSIONI/ Chi salverà gli insegnanti "bocciati" dalla Consulta?

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Meno intuitiva l'origine del maggior rischio di patologie tumorali. «La depressione - risponde - si accompagna all’immuno-depressione. Quando una persona è in uno stato ansiotico o depressivo produce più cortisolo. Prodotto dalla ghiandole surrenali, è il cortisone endogeno. Quest’ultimo è un immuno-soppressore, sopprime cioè l’azione delle difese immunitarie. Il cui compito non è solo quello di difendere dagli agenti infettivi (ad esempio, infatti, in questi casi, può venire l’herpes), ma agisce anche sulle cellule tumorali».

Forse, proprio considerando tali fattori, si sarebbe potuta produrre una corsa al prepensionamento. «La situazione si sarebbe potuta evitare anzitutto accorgendosi di quei fattori di pericolo per gli insegnanti che ho descritto. E attuando dei meccanismi ad hoc. Prevedendo, ad esempio, nel caso di un insegnante giunto a una certa età - poniamo 55 anni - che non se la sentisse più di sottoporsi a docenze frontali, di continuare a lavorare nella scuola. Ma con altre mansioni. Svolgendo, magari, incarichi amministrativi o di back office».

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