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Lavoro

LETTERA/ Quelle occasioni di lavoro a due ore dall'Italia

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Senza voler eccessivamente semplificare, si potrebbe dire che l’Est Europa vive in questa fase storica un percorso non dissimile da quanto attraversato dall’Italia durante il boom successivo alla seconda guerra mondiale. Le skyline delle città principali si modificano in continuazione, eventi sportivi di rilievo mondiale e concerti di autori celeberrimi giungono in quella porzione di Europa, costanti costruzioni di nuovi stabilimenti e assunzioni massive danno il profumo di una zona in crescita, che cela - dietro un atteggiamento tendenzialmente compassato e “antiemotivo”, unito a una sostanziale differenza ancora evidente tra ricchi e non - indubbiamente un’energia frizzante, in grado di coinvolgere poiché, in parole povere, “c’è tanto da fare e da costruire”.

Tradotto: viaggiare e osare staccarsi, anche se per un periodo limitato, è la chiave della sopravvivenza e del miglioramento di noi stessi. Anche senza andare così lontano: l’Est Europa è in media tra i 90 e i 120 minuti di volo. La qualità lavorativa, la preparazione scolastica e l’ingegnosità imprenditoriale italiana sono ancora merce rara. Se nel nostro Paese non sempre è facile emergere per vari motivi, di certo in nazioni in via di forte sviluppo si può davvero fare la differenza, ritagliando le meritate soddisfazioni. Charlotte Gray espresse un pensiero illuminante: “Il tempo della vita è lungo a sufficienza per fare qualcosa che valga la pena di essere fatta. Se cominci adesso”.

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