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Lavoro

IL CASO/ Le nuove "armi" per aiutare i giovani a trovare lavoro

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Per rendere concreto questo filo rosso quest’anno è stata prevista la “Piazza JOB&Orienta”, con protagoniste le stesse aziende assieme all’università e all’alta formazione, cioè gli Its, corsi biennali post-diploma di alta professionalizzazione, perché prevedono la metà del tempo-scuola all’interno delle aziende. Finalmente un passo in avanti del nostro sistema formativo, ancora troppo chiuso alle reali esigenze dei giovani di oggi ai fini occupazionali. La Piazza prevede percorsi, simulazioni e strumenti finalizzati al concreto orientamento nel mondo del lavoro, con un apposito Infopoint per tutte le informazioni e le richieste di chiarimenti sui dati occupazionali.

Ad arricchire l’offerta del Job vi sono poi due aree tematiche: la prima dedicata alle sezioni JOBScuola, JOBItinere, ExpoLingue, JOBEducational e MultimediaJOB, la seconda con le sezioni dedicate all’Università, alle Arti, mestieri e professioni, con il TopJOB. Una finestra, infine, è stata dedicata a JOBInternational, cioè ai percorsi formativi e occupazionali all’estero.

L’importanza di questi appuntamenti è evidente. Prendiamo, per offrire uno scorcio sulle difficoltà del momento, questi dati, di recenti confermati anche dalla Banca d’Italia. Quasi un terzo dei giovani è disoccupato, ma, ancor peggio, solo 1 giovane su 5 lavora. In Germania sono 1 su 2, in Francia 1 su 3, persino in Spagna, che ha pur sempre il record europeo di disoccupazione, siamo a 1 su 4. Senza dimenticare poi 2,2 milioni di persone del tutto inattive, cioè coloro che non studiano, né lavorano, né sono in formazione. Sono stati definiti Neet. Altri 2 milioni e 764.000 italiani, più della metà sono donne, sono scoraggiati e non cercano più un posto, vivendo alla giornata. E poi ci sono di sotto-occupati, od occupati ma con lavori saltuari.

In conclusione. È impensabile un futuro positivo per il nostro Paese, nel contesto europeo e globale, con un così alto tasso di disoccupati e di non-occupati. Senza contare le disparità sempre più grandi tra gli stessi occupati. Il che vuol dire: la formazione e il lavoro devono ritornare ad essere la nostra priorità, la stella polare anzitutto a livello politico-sociale. Si tratta di una priorità che va data anzitutto a noi stessi, ben prima dei mercati finanziari e della stessa casa comune europea. Le proposte del Job Orienta vanno in questa direzione: lo scorso anno hanno coinvolto quasi 50.000 visitatori, con 450 realtà in rassegna, 150 momenti di dibattito e riflessione, 350 relatori.

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