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Lavoro

IL CASO/ 2. Cazzola: vi spiego la svolta che manca nel maxiemendamento

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Questo è giusto, perché nella lettera che Berlusconi ha inviato all’Ue è stato spiegato che con i provvedimenti già presi arriveremo nel 2026 all’età pensionabile a 67 anni. Quindi sarebbe stato inutile scrivere una norma su qualcosa che esiste già.

 

Per ora si è parlato di una riforma dei contratti a partire dal disegno di legge di Pietro Ichino depositato al Senato. Cosa ne pensa?

 

Mi sembra che l’idea di usare la proposta di Ichino sia ottima per creare imbarazzo nell’opposizione, ma nel merito penso che all’idea di un contratto unico sia da preferire una pluralità come quella già in essere. Non è che se si abusa di certe forme contrattuali, il problema si risolve abolendo quelle tipologie che dimostrano però di essere pertinenti e funzionali in alcuni casi. Non si può pensare, per esempio, di assumere per un solo giorno un cameriere per un matrimonio: molto meglio lo strumento del contratto a chiamata. In un solo caso concordo con la proposta di Ichino.

 

Quale?

 

Il contratto unico a tutela differenziata mi può convincere per disciplinare il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Fermo restando che al suo fianco dovrebbero restare i contratti a termine, le collaborazioni, la somministrazione, i voucher, tutte le forme che vanno a presidiare forme specifiche di rapporto lavorativo.

 

Un’ultima considerazione: pare che il maxiemendamento dovesse essere in realtà un decreto legge. Lei ritiene che sarebbe stato meglio?

 

Sarebbe stato sicuramente meglio mandare Berlusconi a Cannes con un decreto. Anche gli altri leader mondiali sarebbero stati più contenti.

 

(Lorenzo Torrisi)

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