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SCIOPERO BENZINAI/ I sindacati si spaccano: Figisc e Anisa non aderiscono

Le associazioni sindacali dei gestori delle pompe di benzina si sono divise: Fegica-Cisl e Faib-Confesercenti proclamano lo sciopero mentre Figisc e Anisa Confcommercio non aderiscono

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Spaccatura tra le associazioni sindacali dei distributori pompe benzina. Allo sciopero proclamato con inizio alle ore 19 di oggi 8 novembre (le 22 sulle reti autostradali) fino alle 7 di venerdì, non hanno infatti aderito tutti. In particolare, a sostenere la serrata delle pompe di benzina sono rimasti i gestori di Fegica-Cisl e Faib-Confesercenti, mentre Figisc e Anisa Confcommercio hanno deciso di non prendervi parte. La cosa farà sicuramente piacere agli automobilisti, che da ieri stanno formando lunghe code presso i distributori per accappararsi il pieno fino a quando ce n'è. Ricordiamo poi che in segno di solidarietà con le popolazioni alluvionate, lo sciopero non era stato proclamato nella zona della Lunigiana (i comuni che non parteciperanno alla chiusura dei distributori sono quelli di Aulla, Bagnone, Filattiera, Fivizzano, Mulazzo, Pontremoli, Villafranca e Zeri) in Toscana e in Liguria. Oggi si era tenuto un ultimo incontro in extremis con i rappresentanti del governo per vedere se era possibile scongiurare la serrata, ma non si è raggiunto alcun accordo. Al proposito, il sottosegretario Saglia allo sviluppo economico ha fortemente criticato la decisione di intraprendere lo sciopero, definendolo un atto di irresponsabilità visto il momento di crisi che attraversa la nazione. Secondo Saglia il governo ha fatto il possibile per venire incontro alle richieste delle associazioni di categoria, assicurando "di rendere strutturale il bonus fiscale in accordo con il ministero dell'Economia. Da parte di alcuni c'era bisogno di maggiore responsabilità". Inoltre da parte del governo era venuta anche la proposta di incremento di un millesimo del prezzo della benzina e l'esenzione per i gestori della commissione su carte di credito e carte prepagate. Per Fegica-Cisl e Faib-Confesercenti invece il governo si è presentato alla discussione "a mani vuote". Di parere opposto Figisc-Confcommercio: nessun motivo di scioperare, hanno detto, perché il governo ha risposto in modo completo alle richieste "individuando lo strumento, che è la legge di stabilità, per rendere strutturale il bonus fiscale".