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PENSIONI DI ANZIANITA'/ Il sindacalista: via dal lavoro a 67 anni, ma non per tutti

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Parlando invece dell’operato del sindacato rispetto questo problema e quelli precedenti, Pesenti spiega che «la Cisl ha fatto una proposta complessiva di riforma del sistema previdenziale che si muove sulle linee che dicevo in precedenza: regole uguali per tutti, costi uguali per tutti e flessibilità sull’età pensionabile. Già prima di questa manovra la Cisl si è mossa per creare un progetto pubblico di proposta di riforma del sistema previdenziale complessivo, mentre sui temi della attuale manovra sono stati presentati emendamenti in modo unitario tra Cgil, Cisl e Uil in cui si chiede di mantenere i 41 anni sia per uomini che per donne, oltre a una flessibilità di uscita che tenga conto dei lavori manuali e più pesanti. Per fare un esempio, quella degli edili è una categoria che riguarda un lavoro che dopo una certa età può diventare anche pericoloso, perché la fatica potrebbe non essere più sopportata dal corpo. Abbiamo infatti proposto che ci sia un contributo contrattuale per favorire il pensionamento anticipato e la nuova norma dovrebbe prevedere che le categorie possano contrattare anche contributi aggiuntivi. Poi bisognerà arrivare al fondo pensione integrativo obbligatorio per tutti, perché senza di questo rischiamo di avere di non avere davvero pensioni adeguate in futuro».

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