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Lavoro

FIAT/ Vitali (Fim): il nuovo contratto "incastra" Marchionne

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No, è stato sottoscritto con una posizione unanime. 

 

Ci risulta che, sul tema dell’assenteismo, ci siano state frizioni

 

Sì, ma le abbiamo ricomposte. Anzitutto, va ricordato che a chi è affetto da particolari patologie che costringono spesso a casa, sarà corrisposto l’80% della retribuzione, mentre con il vecchio contratto si parla del 50%. Sul fronte dell’assenteismo è stato deciso che quando un lavoratore, per tre volte di fila, è assente in un giorno successivo alla domenica o a un giorno di riposo, viene messo sotto osservazione. Se continua a persistere una situazione ritenuta sospetta, un’apposita commissione valuta se, effettivamente, non si siano determinati degli illeciti. Laddove vi fosse un tale riscontro, al lavoratore non sarà pagato il primo giorno di malattia. Mi sembra che siano state mantenute tutte le garanzie necessarie. 

 

Cosa comporterà il fatto che la Fiom ha deciso di sfilarsi dall’accordo?

 

Anzitutto, dispiace: perché poteva sporcarsi la mani, fare contrattazione assieme a noi e, magari, si sarebbe riusciti a strappare qualcosa in più. Invece, ha voluto tirarsi fuori e continuare nella sua battaglia propagandistica. Che, a questo punto, si è rivelata sterile; dal sapore politico, più che contrattuale. In Italia si sono delineati due modelli sindacali: uno partecipativo-contrattualista e uno conflittuale-antagonista. La Fiom si è posta a capofila di quest’ultimo modello.

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