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FIAT/ Marchionne vs. Fiom: quanto andrà avanti la guerra dell’auto?

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Mercoledì, alla presentazione della nuova Fiat Panda, sono intervenuti anche il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera e quello del Lavoro, Elsa Fornero; hanno visitato lo stabilimento di Pomigliano D’arco accompagnati dallo stesso Marchionne e dal Presidente del Lingotto, John Elkann, mentre alcune decine di manifestanti presidiavano l’area antistante il varco principale dello stabilimento. I manifestanti, iscritti a Slai Cobas, Fiom e appartenenti al mondo dell’associazionismo e di alcuni partiti di sinistra, hanno esposto alcuni striscioni, e occupato in parte la carreggiata stradale, ma sono stati invitati dalle forze dell’ordine a lasciare la strada per consentire il passaggio ai pullman di giornalisti provenienti da Napoli.

Intanto, la Fiom non si arrende e si prepara a contrattaccare l’accordo che cancella la sua presenza nelle fabbriche Fiat: oggi la direzione nazionale convocherà l’assemblea dei delegati (non si sa ancora se prima o subito dopo Natale), ma già nelle ultime ore la questione è stata al centro di una riunione con i segretari provinciali Fiom delle realtà dove è presente la Fiat, alla quale ha partecipato anche la leader Cgil, Susanna Camusso. Il sindacato di Maurizio Landini si rivolge al governo a cui chiede “di non stare a guardare”, perché “il contratto peggiora le condizioni di lavoro e limita le libertà sindacali”. La Fiom accusa Fim e Uilm di “avere accettato di ridursi a sindacato aziendale e corporativo, abdicando così alla loro storia di sindacati confederali” e di avere firmato “un accordo che cancella il contratto nazionale e di fatto estende l’accordo di Pomigliano in tutte le fabbriche, senza avere ricevuto alcun mandato dai lavoratori”. Giorgio Airaudo, responsabile Auto, critica la decisione di fare votare sull’accordo le Rsu e non i lavoratori “come ultimo atto prima del loro scioglimento”: “È questa una foglia di fico e una violazione dell’accordo del 28 giugno che prevede il voto delle Rsu solo per gli accordi aziendali. La Fiat ha costretto alla resa una parte del sindacato con il superamento del contratto nazionale de lavoro. Per quel che ci riguarda, la vertenza continua”.

Come dice Marchionne, si tratta in effetti di un passo storico per le nostre relazioni industriali. Al di là dell’eterogeneo settore metalmeccanico, tutto il mondo della componentistica dell’auto potrebbe seguire le orme dell’azienda torinese; è difficile pensare a un contratto Fiat e a un contratto del restante sistema automobilistico. Il confronto e la competizione di diversi modelli di relazioni industriali è tra l’altro e senza dubbio un fatto positivo: può consentire l’emergere di difetti e ritardi del sistema tradizionale.