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Lavoro

FIAT/ Marchionne vs. Fiom: quanto andrà avanti la guerra dell’auto?

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Ricordiamo anche che altre aziende, grandi e piccole, hanno nell’ultimo anno fatto scadere la tessera dell’Associazione degli industriali e che altre ancora hanno annunciato la loro dipartita (Ibm, Ansaldo, Fincantieri). Il caso Fiat, nel suo complesso, denota proprio l’impegno di quasi tutto il sistema lavoro al fine di avere relazioni industriali migliori, costruttive e adeguate alle esigenze del mercato. Ma se guardiamo la storia delle relazioni industriali in Italia, dobbiamo ricordarci che gran parte del sindacato ha proposto, fin dalla metà degli anni ‘50, una visione dello sviluppo del sistema produttivo legato all’efficienza aziendale per poter rivendicare vantaggi per tutti i lavoratori.

Vien da chiedersi allora se, nella fattispecie, tali condizioni siano state davvero raggiunte, oppure se il sindacato maggioritario si è piegato al volere del padrone, come sostiene la parte minoritaria. Certo è che l’esclusione della Fiom per non aver firmato alcun contratto collettivo applicabile nell’azienda, consentita dall’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori e dalla liberalizzazione delle rappresentanze sindacali (referendum del ‘95 sostenuto anche da Rifondazione Comunista), costituisce una lacerazione con cui il sistema tornerà a fare i conti.

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