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IL CASO/ 2. Le nuove regole per "vincere" sul lavoro

I nuovi mezzi di comunicazione permettono di distribuire e condividere conoscenza. Un fattore, spiega FRANCESCO SANSONE, di cui deve tener conto anche il mondo del lavoro

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La competitività internazionale delle imprese nell’epoca della globalizzazione dei mercati trova il suo fulcro nel ruolo svolto dal capitale umano nell’organizzazione manageriale della nuova economia nell’era della conoscenza. Già agli inizi degli anni ‘90 Giovanni Paolo II nella sua enciclica Centesimus Annus (par. 32) affermava: “Se un tempo il fattore decisivo della produzione era la terra e più tardi il capitale, inteso come massa di macchinari e di beni strumentali, oggi il fattore decisivo è sempre più l’uomo stesso, e cioè la sua capacità di conoscenza che viene in luce mediante il sapere scientifico, la sua capacità si organizzazione solidale, la sua capacità di intuire e soddisfare il bisogno dell’altro”.

È particolarmente importante e urgente pertanto comprendere le ragioni fondamentali che stanno definendo e attuando il passaggio dall’economia della società industriale avanzata (detta Knowledge based economy), nella quale la conoscenza innovativa veniva inclusa e quindi nascosta entro lo sviluppo tecnologico basato sull’automazione della produzione, alla cosiddetta Knowledge driven new economy, la cui dinamicità dipende sostanzialmente dalla diffusione e condivisione delle conoscenze e dalla loro utilizzazione manageriale per lo sviluppo della globalizzazione dei mercati, per mezzo dell’elaborazione cognitiva delle tecnologie di informazione interattiva (internet) organizzata in “intranet” (per il Business To Business) e “extranet” (per il Business to Consumer), ove il pensiero flessibile gioca un ruolo essenziale per la trasformazione delle informazioni in conoscenza.

I nuovi mezzi di comunicazione permettono infatti di distribuire e condividere connettivamente conoscenza tra imprese ed enti pubblici e privati, entro una struttura informativa e cognitiva correlata in networks di partenariato di impresa, nell’ambito dei quali si sviluppano gradi di elevata complessità e di ampia velocità di trasformazione della organizzazione delle conoscenze. Quanto sopra incide fortemente sulla capacità dello sviluppo delle imprese, le quali - per non subire la concorrenza nel settore della rapida crescita del sapere sulla economia dei sistemi di evoluzione dei mercati - debbono imparare ad aggregare in forma di network telematico i loro affari (e.Business), per poter agire in un ambiente dove l’informazione e la conoscenza costituiscono l’area di concorrenzialità più avanzata per ottenere nuove possibilità di massimizzazione dei profitti e della competitività nel quadro della economia globale.