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IL CASO/ Farina (Fim-Cisl): ecco cosa cambia col "modello Pomigliano"

Con GIUSEPPE FARINA, segretario generale della Fim-Cisl, commentiamo il protocollo per il comparto auto siglato nei giorni scorsi che adotta il modello Pomigliano

Sergio Marchionne (ANSA) Sergio Marchionne (ANSA)

«Con Federmeccanica abbiamo aperto il tavolo di trattativa sul settore auto all’inizio di quest’anno, e in contemporanea abbiamo gestito la vicenda Fiat che poi è approdata in un accordo di gruppo nazionale dove abbiamo appunto definito un’organizzazione produttiva diversa che prevede maggiore flessibilità e un maggiore uso della formazione». Giovanni Farina è il segretario generale della Fim-Cisl, e in questa intervista per IlSussidiario.net commenta il protocollo per il comparto auto siglato nei giorni scorsi da Fim, Uilm, Fismic e Uglm che adotta il modello Pomigliano con lo straordinario fino a 120 ore non negoziato e con il lavoro su 18 turni. «Avendolo definito in un perimetro di contratto nazionale di gruppo Fiat, - continua Farina - questo ha determinato immediatamente che tutte le aziende dell’indotto Fiat che applicano il contratto dei metalmeccanici e che sono anche quelle che lavorano in maniera più diretta con l’organizzazione della Fiat, abbiano posto la questione di un sistema adeguato di flessibilità uguale al modello che era stato deciso in Fiat».

Quali sono quindi i vantaggi di questa intesa?

Intanto salvaguardia tutti quegli accordi fatti precedentemente nelle aziende, mentre quelle che lavorano con Fiat possono adottare un modello di organizzazione degli orari che prevede delle maggiori disponibilità sullo straordinario e sull’organizzazione della turistica, ma mette anche in campo un raddoppio delle maggiorazioni salariali per lo straordinario, oltre a una quota salariale aggiuntiva per ognuna delle notti fatte nel diciottesimo turno. Laddove c’è quindi un’esigenza di organizzare gli orari sui diciotto turni, c’è questo modello che il contratto mette a disposizione che offre indubbi vantaggi anche per i lavoratori.

Come commenta le polemiche portate avanti da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, secondo cui questo accordo è “inaccettabile” perché “cancella il contratto nazionale”?

E’ stata proprio la Fiom a cancellare per prima il contratto nazionale e a non averlo rinnovato, quindi quello che Landini difende è il contratto firmato da Fim e Uilm che è stato fatto e di cui i lavoratori possono ora disporre.


COMMENTI
25/12/2011 - La storia da ragione a Farina (Giuseppe Crippa)

La storia sindacale di questi anni conferma pienamente l'affermazione di Farina che denuncia l'ipocrisia della FIOM che con FIAT si scandalizza per il superamento del contratto collettivo nazionale di lavoro dopo essersi comportata, negli ultimi 10 anni, in questo modo: non ha firmato il contratto collettivo nazionale del biennio 2001 -2002, idem quello 2003–2004. I due contratti (2005-2007 e 2008-2009) sono stati finalmente unitari, ma non il successivo (diventato triennale) tuttora vigente (2010–2012). Quindi in questi ultimi 10 anni più del doppio degli aumenti ottenuti dai lavoratori sono stati contrattati soltanto da FIM ed UILM e non da FIOM. Ed i media pendono dalle parole di Landini che va in televisione ma non sa prendersi delle responsabilità...