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LAVORO/ Le truffe all'Inps: finti disoccupati e pensioni di parenti deceduti

Si attendono i dati 2011 sulle truffe all’Inps che, tra lavoro in nero, false certificazioni e complicità di dipendenti dell'istituto di previdenza, provocano ingenti perdite di fondi

Dopo la relazione della Guardia di Finanza sui dipendenti pubblici che svolgono un doppio lavoro senza aver ottenuto l’autorizzazione, si attendono i dati per il 2011 riguardanti le truffe all’Inps che, tra lavoro in nero, false certificazioni e complicità di dipendenti dell'istituto di previdenza, provocano ingenti perdite di fondi pubblici. Si possono però analizzare i primi dati attraverso le tante segnalazioni di infrazione già inviate al comando generale della Guardia di Finanza: si possono quindi vedere truffe di ogni tipo, come quella dei falsi braccianti agricoli, che nel 2011 ammontano ad oltre 6.500, per un danno di circa 42 milioni di euro. Solo in Sicilia, più precisamente a Capo d’Orlando, è stato rilevato che «1.759 individui avevano ottenuto circa 7,5 milioni di euro dalle casse dell'Inps, in quanto avevano presentato all'Istituto false autocertificazioni in cui dichiaravano di versare nella condizione di "disoccupato". Tutti i soggetti, che hanno percepito assegni che variavano tra i 1.500 e i 9.000 euro annui, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per falso e truffa ai danni dello Stato». Stesa sorte anche per i datori di lavoro che «al fine di dimostrare l'esistenza del rapporto facevano spesso ricorso a transazioni commerciali coperte da fatture false, utili da una parte a giustificare l'operatività di quei braccianti e, dall'altra, ad abbattere il reddito delle imprese». Nel settore sanità, a Lecce il nucleo di polizia tributaria ha effettuato 1.467 controlli sui «soggetti ricoverati in strutture sanitarie in regime di lungodegenza con retta a totale carico dell'Asl o di altre pubbliche amministrazioni, che risultavano essere anche percettori dell'"indennità di accompagnamento"». 443 sono state poi denunciate, ma in particolare «26 persone hanno riscosso l'indennità di accompagnamento in un periodo durante il quale, di fatto, risultavano ricoverate in strutture di lungodegenza o riabilitative con pagamento della retta di ricovero a totale carico dello Stato. Gli stessi soggetti, attraverso la dissimulazione di circostanze esistenti hanno indotto in errore l'Inps che ha provveduto a erogare loro trattamenti economici complessivamente pari a 270.823 euro. Gli altri 417 soggetti hanno riscosso l'indennità di accompagnamento in un periodo durante il quale erano anch'essi ricoverati in strutture di lungodegenza o riabilitative con pagamento della retta di ricovero a totale carico dello stato. A differenza dei primi, hanno omesso di comunicare all'Inps le informazioni dovute e hanno indotto in errore il medesimo Istituto di previdenza che, pertanto, ha provveduto a erogare loro trattamenti economici complessivamente pari a 3.550.892». Infine i tanti casi scoperti di persone che per lungo tempo riscuotevano la pensione del familiare deceduto: 441 persone denunciate e un danno erariale di oltre 800 mila euro.