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Lavoro

ELSA FORNERO/ Piange alla parola "sacrificio" illustrando la riforma delle pensioni (video)

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COMMENTI
05/12/2011 - non c'è niente da fare: w le donne (SIMONE CALZOLAIO)

... ero intento ad ascoltare la conferenza stampa per capire da dove sarebbero arrivate le nuove batoste. Sono rimasto commosso dall'intervento della Fornero. Dopo aver elegantemente spiegato l'indirizzo e le novità in tema previdenziale, mentre stava per raccontare della mancata indicizzazione delle pensioni, si è visto chiaramente che - per un istante - le sono passate davanti agli occhi le migliaglia di persone che dovranno rinunciare a qualcosa a causa del mancato adeguamento delle pensioni. Immagino che abbia visto qualche anziana sola, che non vuol pesare su nessuno e non ce la fa. Ce ne sono e questa manovra le colpirà. E si è commossa. Mi sono commosso anch'io, vedendo passare la stessa immagine davanti agli occhi, perchè i sacrifici fanno piangere, ma quando sono necessari e la strada è chiara, non si può che commuoversi (per il poco che si è ed il tanto che si deve contribuire a fare), accettarli ed andare avanti. Questa mi sembra la sintesi di quelle lacrime, che sono un ponte fra l'esigenza della realtà economica e la mia umanità. Signora Ministro, la ringrazio per non aver soffocato questo suo tratto che ha reso più accettabile il doloroso momento che viviamo. PS. Questo fatto mi sembra anche dimostrare: a) che è utile la presenza di competenze femminili al governo; b) che la presenza femminile è tanto più utile nella misura in cui evidenzia il tratto di differenza e di reciproca originalità che c'è fra uomini e donne; c) w le donne!

 
05/12/2011 - lacrime (maria schepis)

Le lacrime del ministro Fornero sono l'elemento che mediaticamente hanno colpito di più,nell'enunciazione di misure decisamente dure e assolutamente drastiche per quanto riguarda le pensioni.Nel pronunciare la parola sacrifici,forse il ministro da donna si é resa conto di cosa vuol dire allungare di due o tre anni il lavoro di una generazione di donne che quasi sessantenni si trovano a dover accudire,anche se non sempre in prima persona, genitori anziani,avere le preoccupazioni di figli ancora in fase di formazione e con poche prospettive di lavoro,gestire tutte le incombenze domestiche da cui non si sono mai affrancate.Figlia di una generazione la cui emancipazione passava attraverso il lavoro,ho visto in esso uno strumento di realizzazione personale,e l' ho svolto sempre un'enfasi esagerata,spendendo tutte le mie forze.Lucida ma sfibrata cullavo il desiderio di sospendere il mio lavoro dall'1 settembre 2013,ora arriva un brusco altolà.Credo che altri tre anni da quella data siano proprio troppi,sono fiduciosa e spero che la salute non mi abbandonerà ma mai avrei immaginato di diventare schiava del mio lavoro.Il ministro Fornero ,con sensibilità tutta femminile,ha forse pensato a quante donne condanna,a farsi in quattro ,é il caso di dirlo,e beffa su beffa,anche con una penalizzazione economica.Ancora una volta pagano i più deboli,e le donne fra tutti.

 
05/12/2011 - Tutti i ministri dovrebbero essere così (Silvia Pugi)

Domenica sera tardi, ho visto i primi servizi sulla manovra finanziaria appena varata e ho sentito che il ministro Elsa Fornero era scoppiata a piangere durante la conferenza stampa. Ho subito pensato “ecco, adesso diranno che è la solita donna che non regge la tensione”, così sono andata a guardare il video, per capire meglio le cose. Quello che ho visto è una donna competente, precisa, asciutta, che con parole misurate si preparava ad annunciare la parte più dura della manovra sulle pensioni. Poi, sulla parola “sacrificio” si è lasciata andare e ha avuto difficoltà a continuare. Quello che ho intravisto è la tensione di giorni e giorni di analisi, discussioni, il sapere che una soluzione veramente buona non esiste, che qualunque decisione avrebbe scontentato tanti, colpendo spesso persone non in grado di porre rimedio. Quello che ho capito è la passione di una donna che vuole fare il meglio che è umanamente possibile, che ha investito una vita nel lavoro per arrivare a questo punto, che ha dato tutta se stessa per rendere questa manovra più equa possibile, per sentire di avere la coscienza a posto con i destinatari di questi sacrifici. Tutti i ministri dovrebbero essere così