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PENSIONI ANZIANITA’/ Cara Fornero, che fine faranno i cassa integrati dell’ex Alitalia?

Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica) Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica)

Se si fosse agito per la cessione delle attività come previsto sia dalle leggi europee che nazionali, tutto il personale di Alitalia LAI sarebbe dovuto passare in CAI e solo successivamente questa avrebbe potuto richiedere la Cigs/mobilità per il 50% del personale a seguito della ristrutturazione aziendale. Con sentenza della Corte Europea dell’11 giugno 2009, lo Stato Italiano è stato condannato per “Inadempimento alla Direttiva 2001/23/CE - Trasferimento d’impresa - Mantenimento dei diritti dei lavoratori - Legislazione nazionale che prevede la disapplicazione ai trasferimenti d’imprese in stato di crisi”.

Si determinava - a parziale risarcimento dei lavoratori destinati alla cassa integrazione - l’erogazione di ammortizzatori sociali tali da consentire il conseguimento dell’80% della retribuzione soggettiva. Veniva allo scopo utilizzato il Fondo Speciale Trasporto Aereo (già esistente dal 2005 per la 291/04) alimentato mediante il sovrapprezzo di 3 euro su ogni biglietto aereo venduto in Italia. Il 25 gennaio 2010 viene emanato il Decreto Legislativo n. 5, in “Attuazione della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego”, che modifica dell’art. 30 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 dichiarato incostituzionale ad ottobre 2009. Alla luce di ciò, il Governo non chiarisce con l’Inps se tale normativa si applicabile alle lavoratrici in cassa-integrazione. L’azione di supporto del Governo risultava dunque tronca, non avendo fatto seguito l’implementazione dei collegati amministrativi che potessero adeguatamente dirimere le problematiche sollevate con l’accordo quadro con particolare riferimento agli aspetti previdenziali e al mantenimento di brevetti e abilitazioni tecniche e di volo.

Si consideri che - paradossalmente - l’altissima specializzazione del personale ha comportato la fuoriuscita dal mercato del lavoro e la conseguente perdita dei requisiti di volo e/o tecnici per moltissime figure professionali di volo e di terra.

Quanto fin qui espresso preoccupa oltremodo i lavoratori i quali hanno nel frattempo subìto oltre alla rinuncia del proprio status lavorativo in cambio di una promessa e alla decurtazione delle proprie entrate salariali anche l’introduzione delle finestre di accesso e ora temono di vedere stravolte le personali condizioni previdenziali quo ante. Per il personale di terra è prevista l’Assicurazione Generale Obbligatoria, mentre per il personale navigante il Fondo Volo. Occorre anche sottolineare che il Fondo Volo prevede un rateo di contribuzione maggiorato pari al 43% delle retribuzioni, corrispondente alla riduzione di 5 anni del limite di vecchiaia determinato in funzione delle norme Enac di impiego degli equipaggi di volo che prevedono il limite anagrafico di 60 anni.