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Lavoro

PENSIONI ANZIANITA’/ Cara Fornero, che fine faranno i cassa integrati dell’ex Alitalia?

La riforma delle pensioni di anzianità, spiega GUIDO GAZZOLI, avrà ripercussioni anche per i lavoratori in Cassa integrazione straordinaria, come quelli ex Alitalia

Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica)Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica)

Le recenti decisioni del Governo in tema di pensioni sono state affrontate nei loro vari aspetti, dimenticandosi però di trattare la situazione di chi, posto in ammortizzatori sociali perché escluso dal mondo del lavoro, spesso come un vero e proprio accompagnamento verso requisiti pensionistici ormai cancellati, si troverebbe a vivere un dramma di dimensioni tragiche. In pratica messo per strada dallo stesso Stato che, in molti casi, lo ha obbligato a entrare nel “tunnel” della Cigs. Il recente accordo di Termini Imerese ha di fatto cassato i requisiti (per coloro che sono entrati in mobilità) alla data della stipula del contratto. Ma è uno dei pochi esempi, visto che per molti lavoratori con accordi stipulati in passato, il congelamento dei requisiti non è previsto.
Un gruppo di ex lavoratori Alitalia ha scritto quindi una lettera al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che illustra una situazione per certi versi paradossale, ma comune a molti altri. Eccone il testo:


Illustre Ministro,

 
Voglia accogliere questo appello che Le giunge dalle migliaia di lavoratori ex Alitalia LAI posti coartatamente in cassa integrazione in seguito ai noti fatti relativi alla compagnia di bandiera posta in amministrazione controllata ed in parte confluita nella nuova Alitalia CAI.

La concertazione a suo tempo realizzata tra i Sindacati ed il gruppo industriale CAI, omologata dal Governo, prevedeva l’acquisizione dei più importanti assets della compagnia di bandiera e l’assunzione di personale selezionato per “juniority” stante il minor costo complessivo del lavoro. Con il decreto n. 134/2008 successivamente trasformato in legge n. 166/2008 venivano concessi 4+3 anni di Cigs e mobilità, indipendentemente dall’età anagrafica e delle aree geografiche di riferimento, a tutto il personale di Alitalia LAI, sulla base di specifici accordi in sede governativa. In questi accordi, prima di Cigs a rotazione, poi di Cigs a zero ore e successivamente di mobilità, per ogni società del gruppo venivano indicati i numeri dei lavoratori per tipologia destinatari di ammortizzatori sociali per un massimo di 4+3 anni, comunque non oltre la maturazione dei requisiti per il pensionamento per vecchiaia.

Il 14 ottobre 2008 fu sottoscritto un Accordo Quadro per consentire ad Alitalia CAI di assumere solamente 12.500 lavoratori, provenienti da Alitalia LAI e da AirOne, escludendo l’applicabilità dell’art. 2112 c.c. Con il Lodo Letta, il 30 ottobre 2008, furono poi concordati i criteri di assunzione in Alitalia CAI di questi 12.500 lavoratori già Alitalia LAI e AirOne: CAI, in funzione del proprio piano aziendale, poteva non assumere il personale già Alitalia LAI che raggiungeva i requisiti pensionistici e i criteri di selezione degli ex Alitalia dovevano tener conto, nel seguente ordine di priorità, di area organizzativa, profilo professionale (possesso di abilitazioni/certificazioni), localizzazioni, anzianità aziendale e carichi familiari. (criterio completamente disatteso per ciò che concerne anzianità aziendale e carichi familiari).