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PENSIONI ANZIANITA’/ Cara Fornero, che fine faranno i cassa integrati dell’ex Alitalia?

Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica) Elsa Fornero (Foto Imagoeconomica)

La riforma delle pensioni di anzianità dunque vedrebbe sfumare quanto concordato negli accordi sopra citati e porrebbe lo Stato nella curiosa posizione di inadempienza rispetto allo spirito teorizzato dall’accordo quadro, cui verosimilmente non hanno fatto seguito gli opportuni decreti attuativi e di perfezionamento dei dispositivi ad essi collegati. Logica vuole che di fronte al mancato congelamento di finestre e requisiti pensionistici individuali alla data dell’introduzione del dl 134 e della sua conversione in legge (166/08), essendo venute meno tali prerogative, i lavoratori posti coartatamente in Cigs siano riassunti da Alitalia CAI mantenendo inalterate le pre-esistenti qualifiche e mansioni (tutto ciò a scapito dei lavoratori più giovani, da indirizzare evidentemente a forme di cassa integrazione), ovvero che più verosimilmente mantengano il diritto ad usufruire dei previsti ammortizzatori sociali non onerosi per lo Stato fino al raggiungimento dei parametri di pensionamento per vecchiaia. (si ricorda che “chi aveva 25 anni di Fondo Volo minimi al 13 ottobre 2008, in divenire 32 al 13 ottobre 2015, ovvero chi aveva criteri di pensionabilità secondo le regole del Fondo Volo in sette anni, restando nel Fsta, sarebbe pagato con auto-sostentamento, senza aggravi per lo Stato, fino a concorso di assegno di pensione Inps”).

Ai Cittadini lavoratori pensionabili in sette anni (che tanto hanno speso nella loro vita per qualificarsi e raggiungere obiettivi di Alta Professionalità) è stata levata la dignità del lavoro; adesso, per che sorta di contrappasso, devono perdere la pensione pagata in oltre trent’anni di lavoro? Nella speranza che Lei intenda tenere conto della nostra speciosa situazione e che possa trovare una soluzione a questa problematica, La salutiamo deferentemente.

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