BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PENSIONI/ Cazzola: anzianità e retributivo, i miti crollati con la manovra di Monti

lunedì 5 dicembre 2011

PENSIONI E MANOVRA MONTI: TUTTE LE NOVITA' NEL DECRETO SALVA-ITALIA. «Si scopron le tombe, si levano i morti». Il governo Monti ha compiuto un’operazione all’altezza delle attese. Era da 1992 (dai tempi del primo Governo Amato) che il Paese non assisteva, attonito, a una svolta tanto netta e radicale. Come sempre, occorrerà leggere con attenzione i testi definitivi prima di formulare dei giudizi compiuti. Devo quindi trattenere il mio entusiasmo, perché nelle misure sulle pensioni ritrovo il senso di una battaglia in cui sono impegnato da un quarto di secolo. Con l’entrata in vigore del decreto e con la sua conversione in legge scompare persino il nome delle pensioni di anzianità. D’ora in avanti vi sarà la pensione di vecchiaia ordinaria e la pensione anticipata, collegate tra di loro da un criterio di flessibilità.

Dal 2012 si incrementerà l’età di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti e autonome partendo da un minimo di 62 anni e qualche mese. Spariscono le finestre mobili e il sistema delle quote, veri e propri marchingegni farisaici rivolti ad aumentare surrettiziamente l’età pensionabile. A regime, uomini e donne arriveranno a mettere in conto, per la vecchiaia, un requisito di 67 anni - secondo gli impegni assunti dal Governo precedente con l'Ue - nel 2022 anziché nel 2026. Sempre dal 2012 sarà possibile conseguire la pensione anticipata facendo valere un’anzianità contributiva di 42 anni (41 per le donne). In questo caso, per ciascun anno prima dei 63 di età anagrafica, opererà una penalizzazione economica pari al 3%. Rimangono confermati gli adeguamenti automatici all’attesa di vita, disposti dal precedente Governo.

La novità più importante è data dall'estensione del calcolo contributivo con il criterio del pro-rata dal 2012 in poi. Se si continuerà a lavorare in modo volontario oltre i limiti di volta in volta vigenti, vi sarà, fino a 70 anni, un tornaconto di carattere economico, in quanto saranno disposti i relativi coefficienti di trasformazione, dal 2013, fino a quel limite di età. Sono contemplate, poi, delle modalità di salvaguardia delle situazioni precedenti nei seguenti casi: per i lavoratori che abbiano maturato entro l’anno in corso il diritto al pensionamento sulla base delle regole vigenti e che si facciano certificare tale diritto; nei limiti di 50mila beneficiari per i lavoratori collocati in mobilità e in mobilità lunga in seguito ad accordi stipulati entro il 31 ottobre 2011, per i lavoratori titolari di prestazioni straordinarie a carico di fondi di solidarietà, per i lavoratori alla medesima data autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione.

Vengono adeguate alle nuove decorrenze le norme sulla tutela dei lavori usuranti. Viene superato il limite dei tre anni per le totalizzazioni. In nome del principio della convergenza viene stabilito un contributo di solidarietà a carico dei fondi speciali. Sono aumentati gradualmente di due punti (dal 20% al 22%) i contributi dei lavoratori autonomi, le cui gestioni hanno complessivamente disavanzi d’esercizio pari a 10 miliardi. Per la necessità di realizzare risparmi fin dal 2012, si è intervenuti, nuovamente e in via temporanea, sulla rivalutazione automatica delle pensioni al costo della vita che rimane al 100% fino a due volte il minimo. 




  PAG. SUCC. >


COMMENTI
05/12/2011 - Studiatevi la Storia.... (Giustizia Popolare)

E' umanamente avvilente leggere che c'è chi festeggia a champagne mentre le classi più disagiate piangono miseria. Penso che troppi qui ignorano la Storia....