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Lavoro

IL CASO/ La strategia per salvare il lavoro dall’estinzione

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Su questa linea, in un recente incontro con imprenditori, una giovane imprenditrice nel presentare la sua azienda ha usato queste espressioni: “La mia è un’azienda di medie dimensioni, dove uno può ancora immaginare la stabilità di un lavoro che unisce la vita lavorativa con quella del territorio e con i ritmi della famiglia. Noi abbiamo personale prevalentemente femminile e sosteniamo una cooperativa sociale esternalizzando una parte della produzione. Abbiamo sentito la crisi, ma abbiamo deciso di stare all’essenziale, rinunciando a spese e dividendi non congrui”. Un altro imprenditore presente si è inserito dicendo: “Da noi si cambia spesso posizione di lavoro, e molti dei nostri giovani poi trovano percorsi di sviluppo interessanti. Noi investiamo un budget significativo nella formazione e stiamo attivando nuove forme di welfare aziendale; la crisi è assorbita grazie a un asset umano che ci dà la forza di innovare”.

Cosa unisce la prospettiva della Terza Rivoluzione Industriale di Rifkin, i fatti della vita quotidiana e la narrazione di due imprenditori parte di una indagine più ampia su “Human Capabilities e sviluppo aziendale”? La possibilità di recuperare la prospettiva di un discorso economico partendo da un movente dell’azione economica che è non economico e che è dentro il significato vero del termine lavoro: il lavoro è per la ricerca di una soddisfazione delle persona e la persona vive bene in una trama di rapporti positivi a cui l’ha introdotto la sua famiglia e a cui è sollecitata da una comunità di appartenenza. La famiglia - che, per inciso, sostiene il primo investimento in quella dotazione di umano su cui la scuola e le imprese costruiscono poi le abilità e le competenze necessarie a una occupabilità - è in sostanza il luogo in cui si è introdotti alla capacità di azione e di rischio, che fa stare nelle cose concrete facendo delle scelte secondo un’ipotesi di vita da verificare.

Il termine Capabilities recupera in un certo qual modo la problematica del lavoro, del suo contesto, dei suoi legami e della libertà di scelta degli attori, e dà alla flessibilità il carattere di un potenziale e non di una dismissione. La prospettiva delle Human Capabilities è interessante, quindi, anche quale orizzonte per i percorsi che conducono allo sviluppo: in particolare per lo sviluppo e la gestione del lavoro in azienda. Rafforzare le Human Capabilities in azienda significa da una parte creare le condizioni affinché le persone possano svolgere al meglio il proprio lavoro all’interno dell’organizzazione, dall’altra offrire ai propri collaboratori l’opportunità di essere parte attiva nella costruzione dei percorsi lavorativi.

In particolare, si tratta di allargare lo “spazio d’azione” degli individui, con riferimento alla sfera lavorativa/professionale (possibilità di crescita professionale, opportunità di apprendimento, possibilità di realizzarsi, possibilità di partecipare al processo decisionale, ecc.) quanto a quella privata e familiare (avere una certa sicurezza economica e occupazionale, godere di buona salute, poter bilanciare gli impegni lavorativi con quelli della vita privata, ecc.).