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Lavoro

SCIOPERO 12 DICEMBRE/ Santini (Cisl): pensioni e redditi bassi, dal governo 5 "schiaffi"

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Perché non finiscono totalmente a sostenere i consumi, ma anche in rendite. Oltre che sulle conseguenze per la vita concreta delle persone, siamo quindi preoccupati per gli effetti sull’economia. Questa manovra genererà purtroppo un’onda lunga, un cono d’ombra sulla domanda interna, rendendo più preoccupante il rischio di recessione - che è molto concreto e in parte già in atto. Sostenere i redditi più bassi resta il tema scoperto di questa manovra e bisognerà metterlo al centro dell’iniziativa fin dai prossimi mesi.

 

Quali sono le vostre proposte concrete per migliorare la manovra?

 

Le faccio un esempio che riguarda l’indicizzazione delle pensioni. Queste sono suddivise in scaglioni, ognuno dei quali è multiplo della cosiddetta minima (circa 470 euro). A ogni scaglione corrispondono circa 1-1,5 milioni di persone con un costo di adeguamento all’inflazione di circa 1 miliardo di euro. La manovra prevede l’indicizzazione solo per i primi due scaglioni. Noi pensiamo che ci sia spazio per aumentarli recuperando le risorse necessarie attraverso un aumento dell’aliquota sui capitali rientrati con lo scudo fiscale o l’introduzione della patrimoniale leggera, di cui si era tanto parlato. Mi rendo conto che non è facile, ma bisogna fare qualche sforzo in più su quella fascia di italiani che è stata poco colpita dalla manovra.

 

Queste sono le vostre richieste. Che risposte vi aspettate?

 

Ci auguriamo che il governo ci ascolti e ci convochi il più rapidamente possibile, perché l’iter parlamentare della manovra, come sappiamo, sarà rapido. Per ora si dice che ci sia qualche apertura a rivedere alcuni provvedimenti, purché si rimanga a saldi invariati. Su questo non abbiamo problemi. Diciamo solo che in nome dell’equità i pesi di questa manovra vanno distribuiti diversamente.

 

(Lorenzo Torrisi)

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