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PENSIONI DI ANZIANITA’/ L'esperta: oltre il pro-rata serve una "eccezione" sull'età

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Sta di fatto che, secondo la Olivelli, le pensioni di anzianità vanno eliminate. Su questo non ci piove. «Siamo gli unici, in Europa, ad averle ancora. Erano state istituite con la riforma delle pensioni, la legge 153 del 30 aprile del ’69, per favorire chi aveva iniziato a lavorare molto presto. Contemporaneamente, fu istituita la perequazione automatica, il sistema retributivo e il sistema a ripartizione. Allora, si era in pieno boom economico e demografico, si pensava che tutto sarebbe andato avanti così». Erano, ovviamente, altri tempi.  

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COMMENTI
09/12/2011 - Considerazioni sui disoccupati prossimi al ritiro (Massimo Vignali)

L'abolizione immediata delle Pensioni di Anzianità sicuramente crea disagi ai lavoratori precoci e a chi il posto lo può mantenere, ma mette in seria difficoltà persone licenziate fra il 2008 e il 2011 da molte Aziende che, alle prime avvisaglie di crisi, hanno intrapreso riduzioni degli organici convincendo i dipendenti over 50 prossimi ai 40 anni di contributi a lasciare il lavoro ricorrendo ad incentivi e/o procedure di Mobilità d’accordo con i sindacati per salvaguardare altri posti, aprire ai giovani e tutelare gli uscenti con l’aggancio alla pensione in 2-4 anni secondo le norme vigenti. Queste persone sono di fatto vittime incolpevoli di essere disoccupati in una fascia di età critica e che fra ricerca di contratti a termine (dopo i 50 risposte non arrivano), contribuzione volontaria con la liquidazione/risparmi o procedura di Mobilità, maturerebbero 40 anni di contributi in 2-3 anni. Non si tratta di privilegi, in attesa di raggiungere i 40 anni ci si deve sostenere con poco più di 700 € mese per chi ha la Mobilità o la Cassa Integrazione, mentre chi si paga i contributi volontari … . L’unica speranza è che il Governo tenga in considerazione questi aspetti portando a conclusione le situazioni attuali come recita l’articolo per i lavoratori precoci.