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Lavoro

LAVORO/ C'è un patto che può ridurre la disoccupazione giovanile

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Penso, seguendo l’esempio francese, anche a specifici percorsi in alternanza per il raggiungimento del diploma di scuola del secondo ciclo (media superiore);

 

Penso alla diffusione di opportunità di alta formazione organizzate in stretta collaborazione tra Università e imprese (appositi Master o percorsi di laurea).

 

In altri termini, andrebbe costruita e resa disponibile una variegata offerta di formazione connessa direttamente a un contratto di lavoro, al fine di saldare la crescita di competenze professionali con un rapporto di lavoro dotato delle protezioni sociali tipiche del lavoro subordinato. Non v’è dubbio che questa mossa andrebbe sostenuta con finanziamenti alle attività formative e con più consistenti agevolazioni ai datori di lavoro (ad esempio, mediante la totale defiscalizzazione dei contributi sociali).

 

Nel valutare la capacità della manovra sopra illustrata di contemperare i diversi interessi in gioco, occorre tenere presente che vi potrebbe essere un elemento di particolare appetibilità per le imprese qualora vi fosse un solido ancoraggio ai fabbisogni di competenze espresso dal mondo produttivo. L’impegno dovrebbe essere volto a formare figure professionali di difficile reperimento sul mercato del lavoro (e ve ne sono) e non le figure tradizionali che il sistema scolastico o di formazione professionale è abituato a preparare. In altri termini, dovrebbe essere un sistema più attento alla domanda di lavoro e meno permeabile alle esigenze dell’offerta formativa.

 

2 - Sul fronte più direttamente connesso alla crescita dell’occupazione giovanile, credo che l’azione possa essere articolata lungo i seguenti due filoni: