BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LAVORO/ C'è un patto che può ridurre la disoccupazione giovanile

Foto Ansa Foto Ansa

Il primo diretto a incentivare l’occupazione giovanile mediante l’offerta ai datori di lavoro di condizioni di particolare vantaggio (incentivi economici e normativi) in caso di assunzioni di giovani e in particolare di giovani disoccupati di lunga durata. A questo fine, mediante le opportune modifiche di legge, si potrebbe valorizzare il contratto di inserimento, in modo da incentivare l’assunzione di giovani disoccupati da almeno sei mesi anche mediante la concessione di più consistenti sgravi contributivi nella misura massima consentita dall’Unione europea;

 

Il secondo filone è volto a restringere il ricorso da parte delle imprese di forme alternative di impiego di giovani (mi riferisco in particolare all’utilizzo “non genuino” dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche in forma di lavoro a progetto, ai tirocini formativi e di orientamento non promossi da istituzioni formative, e alle cosiddette partite Iva). Questi istituti che, nella fase di crescita dell’occupazione (1996-2006), hanno comunque implementato percorsi di graduale avvicinamento al lavoro stabile, nell’attuale contesto di crisi possono trasformarsi in pericolose occasioni di selvaggia destrutturazione del mercato del lavoro giovanile, creando sacche di lavoro a protezione sociale debole o nulla. Andrebbero dunque attivate iniziative per filtrare l’accesso a tali forme di lavoro, al fine di garantirne un uso genuino.

 

3 - Al fine di scoraggiare la condizione giovanile più a rischio (quella di chi non è a scuola, né al lavoro), potrebbero essere attivate occasioni straordinarie di impiego (sul modello del Servizio sociale) per lo svolgimento di servizi sociali presso la Pubblica amministrazione o nel Terzo settore. Più che al salario (che potrebbe essere ridotto), bisognerebbe essere attenti ad assicurare la copertura previdenziale e a offrire l’opportunità di esperienze lavorative utili alla società (invece di restare inattivi).

© Riproduzione Riservata.