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LAVORO/ Petteni (Cisl): così il sindacato può aiutare lo sviluppo e i giovani

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Le relazioni industriali non si limitano a riguardare il rapporto tra due parti, ma sono un elemento importante di sviluppo economico. Si parla tanto di attrattività degli investimenti, e la qualità delle relazioni industriali è un fattore importante che può favorirla. Basti pensare a un rapporto sindacato-impresa dove il primo non è antagonista, ma fa la propria parte per migliorare la flessibilità, ottenendo in cambio dalla seconda nuovi investimenti.

 

Restando in tema di sviluppo, mercoledì il Governo ha dato il via al piano per la crescita dell’economia. Cosa ne pensa? Si può fare qualcosa di più?

 

Per lo sviluppo non c’è una formula magica, bisogna mettere insieme più fattori. Ritengo che servirebbe una grande intesa tra tutti i soggetti legati al mondo del lavoro, per dar vita a un patto per lo sviluppo, fatto non di enunciazioni, ma di interventi mirati rispetto a problemi specifici. Spero che si possa riuscire a farlo sia a livello nazionale che locale.

 

Quali potrebbero essere degli interventi mirati?

 

In Lombardia, per esempio, ci sono delle aree dismesse sulle quali sarebbe opportuno (come fatto in un recente accordo su Indesit) costruire dei “pacchetti attrattivi”. Si possono anche individuare dei settori strategici rispetto al territorio (in Lombardia si parla di energie rinnovabili) e decidere di sostenerli. In generale, occorre che ognuno faccia la sua parte per creare un contesto favorevole allo sviluppo. Dentro le fabbriche, sui luoghi di lavoro, come Cisl abbiamo dato disponibilità significative alle imprese che hanno fatto investimenti, offrendogli flessibilità. Ma serve anche un contesto esterno che valorizzi le intese raggiunte tra noi sindacati e le imprese.

 

I sindacati possono fare qualcos’altro per i giovani?