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Lavoro

Laureati ma pronti a usare le mani

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D’altra parte, vista la dimensione ormai strutturale della disoccupazione giovanile, non ci sarebbe nulla di provocatorio nell’introdurre nelle attuali politiche formative la richiesta di possedere obbligatoriamente «almeno una qualifica professionale» non solo a chi non prosegue gli studi nella secondaria o nell’università, ma anche a chi giunge per merito o per inerzia ai più alti gradi dell’istruzione.

 

Nessuno, in altri termini, che, o almeno a 18 anni per chi non prosegue gli studi o, comunque, entro la conclusione del suo percorso formativo per chi poi conclude l’istruzione secondaria e superiore, non sappia svolgere bene, come si deve, sapendone i perché critici e conoscitivi, anche un lavoro manuale.

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