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Lavoro

FIAT/ Le cinque grandi mosse dietro il “silenzio” di Marchionne

Sergio Marchionne e John Elkann all'incontro con il Governo (Foto Ansa)Sergio Marchionne e John Elkann all'incontro con il Governo (Foto Ansa)

Naturalmente tutto può ancora cambiare. L’industria delle industrie non è solo la più grande al mondo, ma anche la più imprevedibile. Se a Torino o a Detroit azzeccano l’auto delle meraviglie, allora una pioggia di quattrini affluisce nelle casse aziendali, mettendo fieno in cascina per i prossimi anni. Ciò è affidato spesso a un insieme di circostanze favorevoli, ma anche al tenace, continuo, impegno tecnologico, organizzativo, finanziario.

 

Relazioni industriali non conflittuali sono importanti, così come una efficiente utilizzazione degli impianti. Ma il futuro della Fiat e della Chrysler dipendono da molti fattori, uno prima di tutti: si può fare i capitalisti con i capitali degli altri, come sta facendo Marchionne, ma non senza capitali.

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