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Lavoro

FIAT/ Foto - Marchionne alla Camera (in giacca e cravatta): il cuore resta in Italia

L’Ad Fiat Sergio Marchionne, insolitamente senza pullover blu, ma in giacca e cravatta, si è presentato davanti alla Commisione industria in audizione.

Marchionne alla Camera  in giacca e cravattaMarchionne alla Camera in giacca e cravatta

L’Ad Fiat Sergio Marchionne, insolitamente senza pullover blu, ma in giacca e cravatta, si è presentato davanti alla Commisione industria in audizione.

«Vorrei che fosse assolutamente chiara una cosa: nessuno può accusare la Fiat di comportamenti scorretti, di vivere alle spalle dello Stato o di voler abbandonare il Paese», ha dichiarato Marchionne in audizione alla Camera. «Abbiamo progetti ambiziosi che partono proprio dall'Italia e si ispirano su uno sforzo globale», ha aggiunto. Sull’ipotesi di eventuali traslochi, poi, ha chiarito: «se il cuore della Fiat resterà a Torino, la testa deve essere in più posti», precisando: «a Torino per gestire le attività europee, a Detroit per quelle americane, ma anche in Brasile e, in futuro, una in Asia».

Ogni ipotesi, in ogni caso, rimane aperta: «Una volta che Chrysler sarà quotata e avremo due società in due mercati diversi, si porrà un problema di governance». Su quest’ultimo punto, poi, «la scelta della sede legale non è ancora stata presa», ha detto. «Il nostro Paese sarà in grado di mantenere la sede legale» solo se saranno rispettate le condizioni previste dal piano Fabbrica Italia. Passando a illustrare i prossimi obiettivi del Lingotto ha spiegato: «Quest'anno presenteremo sette prodotti nuovi. Tra i veicoli commerciali ci saranno 34 nuovi modelli nel giro di cinque anni, due terzi dei nuovi modelli saranno prodotti da Fiat, mentre 13 da Chrysler. Stiamo lavorando perché l'Alfa Romeo possa tornare sul mercato americano entro la fine del 2012».

Sul nodo cruciale dei salari, inoltre, ha specificato che se Fiat riuscirà a migliorare l'utilizzo degli impianti, portandoli all'80%, rispetto all'attuale 40%, si potrebbero aumentare «portandoli ai livelli della Germania». Intanto, per il 2014, è previsto un fatturato di «64 miliardi di euro» , mentre per Chrysler si attesterà sui «100 miliardi». In merito alle polemiche suscitate dall’accordo con la società americana, infine, ha ribadito: «Non è solo vero che la Fiat abbia salvato Chrysler, è vero anche il contrario». L’alleanza avrebbe consentito a Fiat di «diventare un produttore completo, ampliando gamma in un modo che la Fiat da sola non avrebbe potuto fare».


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