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Lavoro

CALL CENTER/ Cgil: a rischio 13.000 posti di lavoro in Italia

Secondo il Sindacato lavoratori comunicazione della Cgil, nel nostro paese la situazione del settore è più che traballante

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Il settore dei call center è in crisi. Lo ribadisce Emilio Miceli, segretario generale della Slc (Sindacato lavoratori comunicazione) aderente alla Cgil. Tanto che i posti di lavoro a rischio nel settore sono quasi 13 mila (di cui 1.800 in Lombardia, 1.600 in Piemonte e Calabria, 1.450 in Sicilia, 1.100 in Lazio e Puglia). E per questo Miceli ha annunciato una mobilitazione unitaria con Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

Il 70% degli addetti nei call center è concentrato nelle regioni meridionali, il 68% è di sesso femminile e ha un’età inferiore ai 40 anni. Da settembre del 2009 sino a oggi, i posti di lavoro persi sono già 8.600. Il settore, ha spiegato ancora Miceli, è inoltre minacciato da processi di delocalizzazione, “a cominciare dall’italiana Alitalia, che pensa di servire nel migliore dei modi i propri clienti ricorrendo ai call center in Albania”.