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Lavoro

LAVORO/ Così il “mostro” Marchionne semina il panico tra imprese e sindacati

L'ultimo tavolo Federmeccanica-sindacati del 24 gennaio scorso (Foto Ansa)L'ultimo tavolo Federmeccanica-sindacati del 24 gennaio scorso (Foto Ansa)

Lanciare un sasso di questa portata nell’incandescente mondo delle relazioni industriali, che ha visto raggiungere un faticoso accordo generale nel 2009 (non firmato dalla Cgil con le successive conseguenze), con i fatti di casa Fiat che stanno tenendo banco dalla primavera 2010 a oggi, ha significato più un tentativo di ripiego che una riflessione tesa ad accompagnare un raffreddamento del clima e la possibilità di imboccare strade “normali”, compresa l’evoluzione e le verifiche previste nel 2012 per l’accordo raggiunto due anni orsono.

 

Si è avuta la netta sensazione che la potente Federazione confindustriale di settore si sia trovata impreparata (o incapace di gestire al proprio interno) la vicenda Fiat, non riuscendo a dare garanzie di efficacia alle modifiche contrattuali sulle deroghe pattuite con Fim, Uilm, Fismic e Ugl, per l’ostilità Fiom e per eventuali trascinamenti giudiziari della lotta politico-sindacale di quest’ultima organizzazione.

 

Da qui il tentativo di uscire dall’accerchiamento con una proposta che ha scontentato tutti, compresi i sindacati firmatari degli accordi. E non è un caso che i più irritati sono proprio i dirigenti di Cisl, Uil & Co, in campo dalla fine degli anni ‘90 per trovare soluzioni adeguate e sfociate nel già citato accordo del 2009.

 

In una fase in cui occorre proseguire nel processo per snellire i contratti nazionali, anche sul piano numerico (non annullarli), in una serie di norme quadro leggere, universali, ma adattabili nelle diverse circostanze di imprese piccole, grandi, medie, manifatturiere o di processo, è necessario accompagnare e sostenere le varie forme di contrattazione decentrata, utilizzando gli spazi e le norme di de-fiscalizzazione sulle retribuzioni di produttività (fino a 6.000 euro annui per coloro che hanno redditi non superiori a 40.000 euro).


COMMENTI
19/02/2011 - CISL, ti chiedo ancora di più! (Giuseppe Crippa)

Un grazie a Fiorenzo Colombo che ci ricorda che ogni giorno un lavoro nascosto di migliaia di rappresentanti dei lavoratori (e, perché non dirlo, anche di migliaia di rappresentanti delle imprese) consente alla gente di lavorare in contesti sufficientemente rispettosi della propria dignità, pur nella contrapposizione (ma è davvero, a ben guardare, una contrapposizione? Anche questo è vetero marxismo) di interessi. Certo è che una robusta semplificazione di categorie e contratti andrebbe realizzata, ed anche, con coraggio, occorrerebbe abbattere la strutturale diversità tra chi lavora in aziende con più di 15 dipendenti e chi no… Sono convinto che questo sarebbe il modo migliore di combattere il precariato, e mi piacerebbe che almeno nella CISL si affrontasse questo tema…