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Lavoro

IL FATTO/ Quelle "vecchie" scuole capaci di garantire un lavoro ai giovani

Operai al lavoro all'Ansaldo di Sesto San Giovanni negli anni '80 (Foto Imagoeconomica)Operai al lavoro all'Ansaldo di Sesto San Giovanni negli anni '80 (Foto Imagoeconomica)

Col tempo, si è passati al finanziamento di scuole “esterne”. Per esempio, quando «una società di mutuo soccorso decideva di dar vita a una scuola professionale, riceveva spesso il finanziamento dalle imprese». Oppure esse decidevano di investire «in scuole in cui avevano fiducia». In questi casi, «fornivano anche il materiale per le lezioni pratiche (frese, torni, ecc.)».

 

In particolare, dopo la Seconda Guerra mondiale, la maggioranza delle aziende di Sesto San Giovanni decise di dar vita a «un unico comprensorio scolastico per formare tecnicamente i giovani, che venne poi affidato ai Salesiani. Salvo corsi molto specialistici che le aziende continuarono a tenere internamente, tutte le scuole tecniche confluirono man mano in quella dei Salesiani. Verso i quali convergevano le risorse che le imprese volevano utilizzare per questo obiettivo, e non solo attraverso i finanziamenti: c’era, infatti, chi offriva il terreno dove far sorgere la scuola, chi il materiale da laboratorio, chi quello didattico, ecc.».

 

Se queste scuole esterne non davano più garanzia di occupazione diretta, «erano comunque usate dalle imprese come “serbatoio” da cui attingere per cercare personale. Per esempio, c’erano senz’altro accordi tra il centro dei Salesiani e le imprese riguardo la possibilità che i giovani lì formati venissero assunti con più facilità».