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Lavoro

J’ACCUSE/ Ecco di chi è la colpa se i giovani non trovano lavoro

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La parola brigata, cioè brigata di cucina, ha un significato preciso, deriva esattamente dal termine militare, perché in una cucina il metodo è o dovrebbe essere militare: compiti e comportamenti precisi, gerarchia, rispetto e ubbidienza, esattamente da brigata militare. Tutti sanno che oggi è praticamente impossibile questo metodo, applicato solo nei grandi alberghi o sulle navi da crociera che sono territori extranazionali, ma il nostro settore ha circa 100.000 ristoranti: come faremo? Senza contare gli artigiani…

 

Qualche settimana fa, un mio cliente, che fa il sarto - incredibile ma esistono ancora - mi confidava che ha dovuto trasferire in Canton Ticino il laboratorio, perché qui non trova più collaboratori. Forse abbiamo sbagliato percorso o forse come dice Lino Stoppani, presidente della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), non siamo più bravi allenatori. Ma come si fa a insegnare quando l’umiltà è scomparsa?

 

Io sono un meridionale arrivato a Milano 43 anni fa: altri tempi, qualcuno dirà. Milano ha dato tanto, non solo a me: abbiamo lavorato tanto, si lavorava di giorno e si studiava la sera, sabato e festività comprese. Ferie poche, stipendi bassi, ma tanta voglia di arrivare e di emergere. In molti ci siamo riusciti. Come facciamo a far capire che oggi è ancora così, che servono sacrificio e passione, ma anche e soprattutto fedeltà aziendale? Una parola difficile, un valore vero da insegnare oggi che arrivano giovani con curricula lunghi, dato che ogni sei mesi hanno cambiato lavoro, senza imparare nulla.


COMMENTI
03/02/2011 - Non son tutti uguali (Marco Claudio Di Buono)

Nella realtà ci sono tanti giovani che i sacrifici li fanno, non sono tutti fannulloni o bamboccioni. Inoltre, in alcuni casi ci si è costretti, perché mi dica se una persona guadagna 800-1000 euro al mese come fa a vivere in una città come Milano. Se poi i genitori sono persone anziane malate e pensionate e non ci si può permettere badanti o altro, come si fa? Non bisogna fare di ogni erba un fascio. Io sono laureato, vivo al Sud, ho lavorato per 700, 800, 900 e 1000 euro al mese, ho fatto varie cose perché grandi economisti e politici dicono che il posto fisso non esiste più. Ma questo precariato da' una sensazione d'insicurezza che non permette di fare progetti per il futuro. Dovremmo essere più umili, certo. Ma dovremmo avere maestri migliori e non solo a scuola.

 
03/02/2011 - tutto vero,però (attilio sangiani)

Però bisogna andare fino in fondo e prendere posizione contro messaggi tipo : "L'Italia è arretrata perchè ha un numero di laureati inferiore ...",senza precisare in quali lauree,in aquali dicipline occorrerebbe avere più laureati. Bisognerebbe anche realizzare una "svolta culturale",che ci affranchi da due errori micidiali : quello del '68,del 30 politico,delle tesi di laurea "di gruppo",come nelle facoltà di sociologia o di architettura,che sfornavano giovani ignoranti ma presuntuosi,che oggi hanno largamente in mano la formazione degli studenti nelle scuole superiori e nelle università. Poi quello già ridicolizzato dal Manzoni con l'invettiva " VILE MECCANICO " lanciata contro Cristoforo da un aristocratico borioso e fannullone. Dobbiamo ammettere che la mentalità prevalente nella classe media meridionale italiana ( non nel proletariato ) ha largamente influenzato il costume dell'Italia intera con il mito della laurea ( facile) per un posto ad una scrivania,piuttosto che in un laboratorio di ricerca. E il disprezzo per le professioni tecnico manuali,da "vile maccanico",appunto. Infine occorrerebbe,a mio parere,distinguere la CULTURA,che ha sempre bisogno disperato di vero UMANESIMO, come nutrimento della persona,dalla via per guadagnarsi il pane. "Carmina non dant panem.... Nella mia vita ho sempre coltivato la cultura umanistica,ma mi sono guadagnato il pane anche con il lavoro manuale,oltre che con l'insegnamento. Si aggiunga che la manualità aiuta anche l'intelligenza