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Lavoro

J’ACCUSE/ Ecco di chi è la colpa se i giovani non trovano lavoro

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Il nostro è un lavoro che dobbiamo fare anche quando gli altri si riposano o si divertono, ma in fondo questo è il Turismo, ed è questo è il vero problema: non siamo più in grado di trasmettere che il Turismo è un valore per il nostro Paese, con una ricchezza culturale che pochi nel mondo hanno. Il nostro è un lavoro che può dare ancora tanto, ma che richiede passione: invece il giovane intravede in questa attività la modalità di un posto come gli altri, ed ecco allora che lavorare il sabato, la domenica, nelle festività diventa un ostacolo.

 

Tanti cercano il posto, pochi il lavoro. Vediamo gruppi di giovani “pascolare” nei centri commerciali, attaccati al telefonino, magari bigiando la scuola. Non voglio sostituirmi alle famiglie, ma proprio qui è il problema: che cultura trasmettono le famiglie? Anzi, dove sono finite? Come faremo a far capire che il lavoro non solo è uno strumento per star bene, ma è anche un valore nella vita?

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COMMENTI
03/02/2011 - Non son tutti uguali (Marco Claudio Di Buono)

Nella realtà ci sono tanti giovani che i sacrifici li fanno, non sono tutti fannulloni o bamboccioni. Inoltre, in alcuni casi ci si è costretti, perché mi dica se una persona guadagna 800-1000 euro al mese come fa a vivere in una città come Milano. Se poi i genitori sono persone anziane malate e pensionate e non ci si può permettere badanti o altro, come si fa? Non bisogna fare di ogni erba un fascio. Io sono laureato, vivo al Sud, ho lavorato per 700, 800, 900 e 1000 euro al mese, ho fatto varie cose perché grandi economisti e politici dicono che il posto fisso non esiste più. Ma questo precariato da' una sensazione d'insicurezza che non permette di fare progetti per il futuro. Dovremmo essere più umili, certo. Ma dovremmo avere maestri migliori e non solo a scuola.

 
03/02/2011 - tutto vero,però (attilio sangiani)

Però bisogna andare fino in fondo e prendere posizione contro messaggi tipo : "L'Italia è arretrata perchè ha un numero di laureati inferiore ...",senza precisare in quali lauree,in aquali dicipline occorrerebbe avere più laureati. Bisognerebbe anche realizzare una "svolta culturale",che ci affranchi da due errori micidiali : quello del '68,del 30 politico,delle tesi di laurea "di gruppo",come nelle facoltà di sociologia o di architettura,che sfornavano giovani ignoranti ma presuntuosi,che oggi hanno largamente in mano la formazione degli studenti nelle scuole superiori e nelle università. Poi quello già ridicolizzato dal Manzoni con l'invettiva " VILE MECCANICO " lanciata contro Cristoforo da un aristocratico borioso e fannullone. Dobbiamo ammettere che la mentalità prevalente nella classe media meridionale italiana ( non nel proletariato ) ha largamente influenzato il costume dell'Italia intera con il mito della laurea ( facile) per un posto ad una scrivania,piuttosto che in un laboratorio di ricerca. E il disprezzo per le professioni tecnico manuali,da "vile maccanico",appunto. Infine occorrerebbe,a mio parere,distinguere la CULTURA,che ha sempre bisogno disperato di vero UMANESIMO, come nutrimento della persona,dalla via per guadagnarsi il pane. "Carmina non dant panem.... Nella mia vita ho sempre coltivato la cultura umanistica,ma mi sono guadagnato il pane anche con il lavoro manuale,oltre che con l'insegnamento. Si aggiunga che la manualità aiuta anche l'intelligenza