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Lavoro

Con la laurea alla conquista del grande Catai

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Ma c’è anche chi fa di più: Fabrizio Leuci, laureato all’Università di Napoli L’Orientale, negli anni ’90 apre in Cina una ditta di import-export nel ramo kashmir e seta, dopo qualche tempo si dedica a produrre abiti per rinomate case di moda italiane; non contento, inizia un’attività di ristrutturazione delle vecchie ville primo Novecento di Shanghai, dove il patrimonio architettonico d’antan si quota a livelli stratosferici sul mercato immobiliare locale.

 

E ancora Angelo Morano, laureato all’Orientale di Napoli, rappresentante in Cina di una ditta import-export nel ’90, attuale proprietario di due ristoranti italiani a Shanghai, frequentatissimi dai turisti nostrani in cerca di calore familiare, si destreggia anche nell’ambito della distribuzione cinematografica cinese in Italia, trattando con le maggiore organizzazioni del settore. Massimiliano Zeni, una laurea a Trento e due anni di cinese, sbarcato in Cina per insegnare italiano in un liceo di una città del sud, è al momento impegnato ad aprire la filiale di Shanghai di una solida azienda con sede a Hong Kong.

 

Quanti altri ancora? E in quali altre attività impegnati? Funzionari di banche nazionali; dipendenti e dirigenti di aziende italiane, straniere e persino cinesi disseminate nell’immensità del territorio del Catai; insegnanti di italiano in università e scuole pubbliche e private; mercanti d’arte e artisti d’avanguardia nelle gallerie e spazi espositivi alla moda. Giovani partiti dal nostro paese con conoscenze linguistiche e culturali specifiche, o anche solo con una formazione professionale, come il cameriere proveniente da una scuola alberghiera di Venezia che mi è capitato di incontrare in una rinomata catena italiana di caffè a Shanghai.

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