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Lavoro

IL FATTO/ Reboani (Italia Lavoro): tre programmi per favorire i giovani sul mercato

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La moltiplicazione degli attori - quindi il fatto che il privato si affianchi al pubblico - non può fare altro che aumentare le possibilità di ingresso nel mercato del lavoro. Infatti, più operatori ci sono, maggiore è l’efficienza del mercato nel trovare risultati più immediati. Pubblico e privato devono assolutamente convivere.

 

C’è, secondo lei, la necessità di un “patto” tra istituzioni competenti in materia di politiche per il lavoro, imprese, sindacati e operatori dei servizi per il lavoro per aiutare l’ingresso nel mercato del lavoro?

 

Intese sono già state fatte, anche recentemente nel 2009 e nel 2010, e c’è la piena consapevolezza che cooperando tutti insieme, mettendo ognuno gli strumenti di cui è capace, è più facile attutire l’impatto della crisi sul mercato del lavoro.

 

Recentemente lei è stato eletto vicepresidente del comitato occupazione Ue. Sul tema lavoro c’è qualcosa che l’Italia dovrebbe imparare dalle altre esperienze europee?

 

Ci sono tante cose che possiamo imparare, in particolare nella messa in comunicazione tra pubblico e privato. In ogni caso, le nostre esperienze di cassa integrazione e di azione di ricollocamento sono guardate con molto interesse all’estero: non c’è dubbio che abbiano mostrato di funzionare meglio dei tradizionali sostegni alla disoccupazione.

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