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IL CASO/ C’è un circolo vizioso che non fa crescere il lavoro in Italia

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Tutti questi incrementi negativi concorrono, direttamente o indirettamente, a non favorire, da un lato, le attività produttive delle imprese e, dall’altro, l’attesa crescita della domanda legata a una ripresa dei consumi. Le famiglie - che, con il manifestarsi e il progredire della crisi, già erano state costrette a una sostenuta diminuzione dei consumi, a partire da quelli reputati meno necessari o urgenti - oggi sono anche costrette a fare i conti con una diminuzione del loro reddito disponibile dovuta alla presenza nel loro seno di sempre più disoccupati. Fatto quest’ultimo che aumenta la sfiducia in una ripresa economica vicina e rende le famiglie coinvolte molto più attente verso le possibili necessità future e, quindi, ulteriormente e forzosamente più “parsimoniose”.

 

Mi pare di poter affermare che siamo dinanzi a un circolo vizioso da cui occorrerebbe uscire quanto prima. Questo circolo vizioso si potrà “rompere” solo se saranno programmati e adeguatamente attuati interventi di politica economica e fiscale a sostegno delle famiglie e delle imprese, specialmente di quelle piccole e medie che, di fatto, sono state il vero perno e sostegno della nostra economia e potrebbero tornare a esserlo. Se non si persegue questa strada, il livello della disoccupazione è destinato a salire e il circolo vizioso si riprodurrà sistematicamente.

 

Ovviamente, accanto e per una valida attuazione di queste politiche, sarà necessaria l’attiva e collaborativa presenza delle istituzioni creditizie che dovrebbero essere, in questa occasione, anche più attente alla possibile redditività delle imprese che non alle garanzie patrimoniali che queste possono dare. Occorrono, infatti, banche che siano più presenti nel loro territorio di riferimento e maggiormente allertate ai bisogni delle loro collettività e, quindi, meno disposte alle mere speculazioni e più attente al bene comune.


COMMENTI
10/03/2011 - Sono d'accordo (Mariano Belli)

Mi trovo molto d'accordo con quanto ottimamente scritto nell 'articolo : lo Stato deve riprendere la sua funzione di sostegno ai cittadini (in questo caso, alle imprese e all'occupazione), altrimenti che cosa ci sta a fare? Solo a raccogliere tasse? Che finiscono...dove?