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IDEE/ Tripoli (Mister Pmi): pensare in piccolo può far crescere Pil e lavoro

In Italia si potrebbero avere una crescita del Pil di circa l’1% nel corso di un triennio e la creazione di circa 50mila nuovi posti di lavoro. Il punto di vista di GIUSEPPE TRIPOLI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’Italia ha dato attuazione, tra i primi paesi europei, alla Comunicazione della Commissione europea sulle Pmi, il cosiddetto Small Business Act, con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2010.

Con lo Small Business Act (Sba), accanto alla “politica industriale” più vicina alle esigenze della grande impresa, si è introdotto il principio di “think first small”, cioè di pensare anzitutto alle micro, piccole e medie imprese, base del sistema produttivo, terziario e manifatturiero dell’Europa in generale, ma del nostro Paese in misura del tutto peculiare.

Lo Sba rappresenta dunque un richiamo molto forte al ruolo economico e sociale che le politiche ai diversi livelli devono riconoscere alle imprese minori. Secondo una stima compiuta dal Ministero dello sviluppo economico, una volta a regime, l’attuazione dello Sba potrebbe avere in Italia un impatto aggiuntivo sulla crescita del Pil di circa l’1% nel corso di un triennio e, grazie all’effetto “moltiplicatore” in particolare sulle esportazioni, contribuire alla creazione di circa 50mila nuovi posti di lavoro.

Lo Sba è stato oggetto di una revisione, promossa dal Commissario Tajani, e approvata dalla Commissione Ue nei giorni scorsi, alla luce della crisi economica globale. In tale revisione sono state accolte anche le proposte del Governo italiano, che nascevano da un confronto con le realtà imprenditoriali e che indicano alcune priorità ulteriori rispetto a quando lo Sba fu concepito.