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Lavoro

Lo Stato deleghi quel che non fa

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Insomma, ci sono best practices, esempi interessanti, spunti per politiche innovative, il tutto per far sì che, in primis, la formazione professionale da figlia di un dio minore diventi un elemento trainante per incrementare l’occupazione e poi anche che il sistema formativo nel suo complesso consenta/favorisca la transizione al lavoro di forze fresche, preparate, in grado di sostenere le sfide del millennio. E vi è altresì una vitalità del mondo giovanile che, in vari modi, entra in contatto col mondo del lavoro, spesso in modo destrutturato od occasionale, ma pur sempre interessante per ragionare in modo adeguato rispetto al problema che non è infatti riducibile alla vulgata dei bamboccioni.

 

Quali le condizioni perché tali pratiche escano dall’occasionalità del diventare un elemento portante per l’economia del Paese? Certamente, la prima condizione chiama in causa i diversi attori del sistema: sindacati, pubblica amministrazione e imprese devono entrare in rete, creare masse critiche di risorse che sostengano i necessari investimenti in capitale umano, i quali non danno rendimenti a breve, ma creano le condizioni per una crescita di medio-lungo termine.