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Lavoro

PENSIONI/ Da quest’anno, si sale a “quota 96” – Cosa cambia con la riforma

La riforma della pensioni muta radicalmente le prospettive dei lavoratori. Già da quest’anno cambiano le quote che sommano l’età anagrafica a quella contributiva.

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La riforma della pensioni muta radicalmente le prospettive dei lavoratori. Già da quest’anno cambiano le quote che sommano l’età anagrafica a quella contributiva.

Con la riforma delle pensioni, i lavoratori dovranno tenere bene a mente tutte le importanti novità che li riguarderanno. A partire dalle cosiddette quote, la somma degli anni anagrafici più quelli contributivi. Da quest’anno sale da 95 a 96 per i lavoratori dipendenti e da 96 a 97 per gli autonomi; l'età minima dei contribuenti dovrà essere,  rispettivamente, di 60 e 61 anni.

Vuol dire che un dipendente potrà andare in pensione a 60 anni con 36 di contributi oppure a 61 con 35 di contributi mentre un autonomo lo potrà fare con 61 anni di età e 36 di contributi o 62+37. A casusa dell’introduzione della finestra mobile, tuttavia, i dipendenti dovranno aspettare ancora 12 mesi prima di vedere l’assegno, gli autonomi 18.

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