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WELFARE/ Famiglia-lavoro: le misure previste dalla bozza sulla conciliazione presentata da Sacconi

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Il testo prende, poi, in considerazione la possibilità di utilizzo dei permessi accantonati in flessibilità individuale o banca delle ore, di concordare il proprio datore «diverse modalità di espletamento temporaneo» del lavoro nel caso di infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado. e dio concedere permessi non retribuiti in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di età. Tra le proposte della bozza, anche «l’impegno, al rientro dalla maternità, di assegnare la lavoratrice alle stesse mansioni, ovvero a mansioni che non vanifichino la professionalità e l’esperienza acquisite dalla lavoratrice».

 

Sacconi, a margine del tavolo convocato al ministero del Welfare su conciliazione e regimi contrattuali degli orari di lavoro ha dichiarato: «Proponiamo una base di discussione alle parti sociali, affinché su di essa si esercitino per trovare l'intesa. Spero che il 7 marzo, giorno emblematico perché precedente all'8 marzo, ci possa essere un'intesa tra di esse per promuovere diffusamente forme di flessibilità dell'orario di lavoro».

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