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DL ANTI-FRANCIA/ 1. Squinzi: ha ragione Tremonti, l'Italia va difesa

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Ritengo sia giusto limitarsi a questi settori, che sono molto critici e per i quali è giusto che ci sia qualche regola di “difesa”.

L’ultimo Consiglio dei ministri ha anche varato una moratoria di un anno sul nucleare. Cosa ne pensa?

Più che una moratoria bisognerebbe lasciar depositare la fase emozionale seguita agli eventi di Fukushima, tenendo conto delle diversità profonde, anche a livello di terremoti, tra il Giappone e l’Italia. Nel nostro Paese ci sono siti che non sono a rischio sismico, dove si possono collocare le centrali, le quali non sono più di vecchia concezione come quella giapponese dove ci sono stati problemi. Oggi sono stati fatti passi avanti clamorosi e credo che si possa partire con un livello di sicurezza enormemente più alto. Detto questo, lasciamo depositare l’emozione del momento e poi vediamo. Non dimentichiamo, però, che senza il nucleare rinunciamo a una grossa fetta di competitività per il nostro Paese.

Si riferisce al costo dell’energia per le imprese?

Assolutamente sì. Questo è uno dei punti critici per il nostro Paese e dobbiamo recuperare questa competitività. Il nucleare è quindi sicuramente inevitabile.

In questi primi mesi dell’anno sono arrivati dei segnali di ripresa economica. Ci sono, però, dei timori inflazionistici che potrebbero in qualche modo frenarla. Secondo lei, che 2011 ci dobbiamo aspettare?

Penso che globalmente ci sarà una crescita economica, anche se non sarà “effervescente”. Il rischio inflattivo è legato a una serie di situazioni particolari, come quella del Nord Africa o del Giappone, che tendono a impattare sull’economia reale alterando alcuni parametri fondamentali, come i costi delle materie prime o dell’energia. C’è una ripresa in atto, ma non è ancora della “grandezza” cui siamo stati abituati in passato. Rispetto a quanto avvenuto dopo le crisi del ’90-91 o dell’82, certamente la ripresa sarà decisamente più lenta, anche perché la crisi che abbiamo attraversato è stata più profonda. Tutto sommato, i segnali che arrivano sono abbastanza buoni per diversi indicatori. Inoltre, nonostante le instabilità politiche, dietro all’andamento dei prezzi delle materie prime c’è sempre un gioco speculativo che tende ad amplificare le oscillazioni. E mi aspetto che nei prossimi mesi si arrivi a uno “spianamento” di questi picchi.

Uno dei timori crescenti è quello di una ripresa economica senza un aumento dell’occupazione. Cosa si può fare per favorire quest’ultima?



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COMMENTI
27/03/2011 - La Seconda guerra commerciale italo francese (fabio vitanza)

Basta andare nel tempio sacro del liberismo quale quello americano appunto e ci si accorge che lì esiste una commissione ad hoc, la Committee for foreign Investment in the United States (Cfius) che valuta la compatibilità dell'intervento con gli interessi e la sicurezza nazionale. In pratica in Italia si sta studiando la possibilità di creare questa commissione per evitare che soggetti stranieri controllino i nostri punti strategici quali la banda larga, e la rete energetica data appunto la loro rilevanza strategica. I critici potranno comunque affermare che si tratta pur sempre di norme che di fatto limitano la libertà di impresa, norme scorrette con l'effetto di scoraggiare gli investimenti esteri nel nostro territorio che tanto la nostra già debole economia abbisogna. saluti e complimenti per l'analisi