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Lavoro

FIAT/ Le "tentazioni" di Chrysler che sfidano Marchionne

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Luxottica vende in Italia solo il 5% del suo fatturato, ma il quartier generale è ad Agordo, e l’amministratore delegato ha base a Milano; la Ferrero vende all’estero ben più di quanto riesca a fare la Fiat e i vertici, quando non girano i cinque continenti come trottole - non certo meno di quanto faccia Marchionne -, conservano ad Alba le loro scrivanie primarie. La buonanima di Raul Gardini, a chi lo criticava di non aver trasferito via da Ravenna il suo quartier generale, replicava sempre che “per il mio Falcon 900 andare da Ravenna a Londra o a Chicago, dove devo lavorare almeno quanto a Milano, è perfettamente la stessa cosa”: e aveva ragione.

Gli esempi potrebbero continuare, ma non servono: quando uno le sue radici non le sente in Italia, come non le sente Marchionne, è normale che cerchi di riavvicinarsi al luogo dove sa che si trovano. L’America.

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