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Lavoro

FIAT/ Per Marchionne c’è un "nemico" peggiore della Fiom...

Sergio Marchionne con la 500 al Salone dell'auto di Detroit (Foto Ansa)Sergio Marchionne con la 500 al Salone dell'auto di Detroit (Foto Ansa)

Se nei mercati maturi Fiat continua a soffrire, i dati peggiori arrivano dai mercati in via di sviluppo. A parte il Brasile, nella quale la quota della casa automobilistica torinese è superiore al 20% e si contende la leadership con Volkswagen, le notizie che arrivano dagli altri Bric sono molto preoccupanti. In Russia, la joint venture con Solers è venuta meno il 18 febbraio, lasciando l’azienda italiana “scoperta” in quel Paese. Il produttore russo si è alleato con Ford, preferendo il partner americano a Fiat. Una grave perdita che difficilmente potrà essere supplita a breve. In Cina, i piani di sviluppo non sono mai decollati, e ormai la casa torinese è molto in ritardo. Volkswagen continua a macinare utili grazie al mercato cinese, ormai il primo al mondo per il produttore tedesco. Fiat praticamente è inesistente su questo mercato, così come non ha una presenza degna di nota in India, l’altro grande mercato in via di sviluppo. L’alleanza con Tata non decolla e Fiat rischia di perdere un’altra grande opportunità.

Sergio Marchionne, che è riuscito a risolvere brillantemente gli scontri sindacali con la Fiom, avrà molte difficoltà a recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi in termini di vendite. Superare i conflitti sindacali e modificare le relazioni sindacali è essenziale, ma non sufficiente per garantire il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. La sfida della casa torinese è difficile da vincere e i prossimi mesi saranno decisivi per vedere se Fiat potrà avere quel ruolo di global player che Sergio Marchionne vuole dare all’azienda.

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