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Ma non sbagliano solo i lavoratori

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Il terzo snodo ha a che fare con le politiche. Il rilancio dell’economia Italiana non può passare solo dal trattenere le imprese che minacciano di andarsene (vedi ancora il caso Fiat), ma deve necessariamente passare per l’attuazione delle politiche che favoriscano l’attività imprenditoriale tout court sia essa di provenienza estera, sia essa genuinamente domestica. Anche in questo ambito vi è molto da fare. Basti pensare al fatto che negli ultimi venti anni i diversi governi che si sono susseguiti hanno sottolineato la necessità di dare priorità all’innovazione, alla crescita, alla semplificazione legislativa, alla riduzione del cuneo fiscale, ecc.., e queste riforme saranno ancora le priorità della prossima campagna elettorale di entrambi gli schieramenti.

 

Per superare questi snodi occorre il contributo di tutte le parti sociali che con responsabilità e, soprattutto, avendo a cuore il bene comune e non il proprio interesse di parte si mettano in gioco affinché la nostra economia ritorni a essere non solo altamente produttiva, ma anche un ambiente fertile per l’attività imprenditoriale, che offra possibilità di lavoro adeguate alle aspettative dei giovani. La storia delle relazioni industriali italiane mostra che in altri momenti non meno drammatici ciò è stato possibile.

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