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IL CASO/ Il "giallo" del Ticino, tra disoccupati, frontalieri e il Bossi in salsa svizzera

Nelle elezioni del Canton Ticino, la Lega di Bignasca ha ricevuto molti voti e ha promesso di ridurre il numero di frontalieri italiani. Il commento di CLAUDIO MESONIAT

Giuliano Bignasca festeggia il risultato delle elezioni in Canton Ticino (Foto Ansa) Giuliano Bignasca festeggia il risultato delle elezioni in Canton Ticino (Foto Ansa)

Tranquillizziamo subito gli amici italiani. Anzi, tranquillizziamo noi stessi, ticinesi. Non ci sarà nessuna cacciata e nessuna “scure” sui frontalieri italiani in Ticino. I frontalieri sono un pilastro insostituibile della nostra economia: 46mila preziosissimi italiani (su 180mila lavoratori in totale, con una popolazione di 320mila abitanti) varcano tutti i giorni il confine per far funzionare le nostre fabbriche, i nostri cantieri, i nostri ospedali.

Sapete chi sarebbe il primo a dover chiudere le sue imprese edilizie se non potessimo più contare sui frontalieri? Giuliano Bignasca, il leader della Lega, che in passato ha fatto i soldi costruendo strade e palazzi e ancora oggi vive di quello. Con perfetta analogia rispetto al vostro mercato del lavoro, i disoccupati locali ci sono (attorno al 5% in Ticino, con punte fino all’8% tra i giovani), ma preferiscono fare la coda davanti agli uffici di collocamento, intascando per 14 mesi delle generose indennità, in attesa che qualche banca, assicurazione o ufficio cantonale offra loro un posto dietro la scrivania, piuttosto che sporcarsi le mani in mestieri spesso faticosi ma a volte anche belli e non sempre malpagati (c’è qualche padrone furbo che, di questi tempi, paga i suoi dipendenti frontalieri in euro, al cambio di tre anni fa... ma sono casi rari).

Ma allora perché, vi chiederete, il Nano Bignasca ha fatto tutto questo chiasso in campagna elettorale minacciando una “strage” di frontalieri italiani (tra parentesi: gli squallidi manifesti con i topi che rosicchiano il formaggio svizzero non sono opera di Bignasca e della Lega, bensì di un altro partito, l’Udc, maggioritario a livello confederale ma fermo al 5,5% nel Cantone, mentre la Lega sfiora ormai il 30%)?