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Lavoro

LAVORO/ I frontalieri ostaggi nella “guerra” tra Tremonti e la Svizzera

La frontiera di Ponte Chiasso tra Italia e Svizzera (Foto Ansa)La frontiera di Ponte Chiasso tra Italia e Svizzera (Foto Ansa)

Ma cosa c’entrano i frontalieri con tutto ciò? C’entrano, perché negli anni ‘70 la Confederazione usò l’Accordo sul ristorno delle imposte dei frontalieri come “merce di scambio” per ottenere il consenso dell’Italia sui trattati fiscali negoziati tra i due Stati. In forza dell’Accordo, il 42% delle imposte percepite in Ticino sugli stipendi dei frontalieri viene riversato nelle casse dei Comuni italiani di frontiera in cui gli stessi frontalieri risiedono. Mentre con l’Austria, ad esempio, il ristorno è di poco superiore al 10%.

Ora, la Lega (insieme ad altre forze politiche ticinesi) chiede a Berna di rinegoziare tale Accordo in termini più favorevoli al Ticino, congelando frattanto i ristorni (si parla di oltre dieci miliardi di franchi). A meno che Tremonti molli la presa sul mercato dei capitali e accetti quel benedetto sistema Rubik.

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