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Lavoro

La scuola si cambia con la sussidiarietà

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La sussidiarietà pare dunque essere una chiave fondamentale per il successo e per il governo del sistema, soprattutto in un sistema che è attraversato oggi da notevoli istanze di rinnovamento. Ed è un rinnovamento che si osserva, con una convergenza virtuosa, sia in direzione top-down, grazie al processo di riforma che ha coinvolto sia gli istituti professionali, sia la formazione e che offre ancora ampie possibilità di definizione degli assetti, in particolare a livello regionale, sia a partire in modo sussidiario, dal basso, dagli operatori che, nel pubblico o nel Terzo settore, sono più disposti al cambiamento e alle riforme, anziché accogliere le innovazioni con ostilità.

Tra le buone pratiche analizzate sono emersi tre contributi che gli addetti ai lavori possono dare alla conclusione del processo di riforma:

    Partecipare al processo di riforma dando contenuto al dettato normativo. Molte le indicazioni della riforma sono suonate come parole vuote o di difficile applicazione. Molti soggetti della scuola e della formazione si sono immediatamente coinvolti in un processo di riflessione che che permetta di far emergere a livello di sistema conoscenze, competenze e pratiche per ora diffuse solo a macchia di leopardo.

    Partecipare al processo di riforma creando facendo dialogare i due sottosistemi, a partire da sperimentazioni che hanno permesso la nascita di rapporti fiduciari. Il sistema Ifp è in realtà diviso in due sottosistemi difficili da integrare. Più che con i provvedimenti normativi tale integrazione avviene per la via di connessioni sempre meno sporadiche, che creano una cultura e una fiducia comune e che indicano in modo sussidiario, non pianificato a tavolino, le caratteristiche che tale integrazione deve assumere.

    Partecipare al processo di riforma lanciando segnali per orientarne o correggerne il corso. Se la sussidiarietà è una variabile chiave sia nell’impostazione didattica, sia nel processo di riforma, la palla ora è nel campo delle istituzioni regionali. Sta a loro il compito di cogliere i segnali lanciati dalle esperienze più virtuose e quello di dare loro lo spazio e le risorse per rispondere alla missione di formare un uomo prima ancora che un artigiano.

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