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FOTOGALLERY/ Thyssen, sentenza storica: omicidio volontario per l’amministratore delegato

Nel processo per la morte dei sette operai della Thyssenkrupp avvenuta nel 2007, l’amministratore delegato è stato condannato per omicidio volontario

Il momento della lettura della sentenza del processo Thyssen (Foto Ansa) Il momento della lettura della sentenza del processo Thyssen (Foto Ansa)

Nella serata di venerdì 15 aprile è arrivata dal Tribunale di Torino una sentenza storica. Nel processo per la morte dei sette operai della Thyssenkrupp avvenuta per un incendio nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, infatti, l’amministratore delegato del gruppo tedesco, Herald Espenhahn, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale. Si tratta della prima volta che si contestava da parte dell’accusa (richiesta accolta dalla Corte) l’omicidio volontario per un incidente sul lavoro.

A carico di Espenhahn c’è una condanna a sedici anni e mezzo, mentre per gli altri dirigenti, accusati solo di omicidio colposo, le pene sono solo leggermente più basse: 13 anni e mezzo per Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno, Marco Pucci e Cosimo Cafueri, 10 anni e 10 mesi per Daniele Moroni. La Corte d’Assise presieduta da Maria Iannibelli (due giudici togati e sei popolari) ha accolto in pieno tutte le richieste della Procura, sposando la tesi della squadra composta dai pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso.

Espenhahn avrebbe accettato il rischio di provocare un terribile incidente perché, sapendo che lo stabilimento avrebbe chiuso nel giro di pochi mesi, avrebbe deciso di rinviare l’adozione di alcuni provvedimenti sulla linea 5, quella che poi andò a fuoco, causando un’esplosione che ha provocato la morte di sette operai.