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Lavoro

LAVORO/ Quei talenti "in rosa" che aiutano le imprese

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L’assenza [] delle donne dal mercato del lavoro è un’allocazione non ottimale delle risorse anche da un punto di vista economico, visto che rappresentano ormai più della metà dei laureati e spesso si laureano prima e meglio. Ed è ormai dimostrato che esiste una correlazione positiva tra tasso di occupazione femminile e tasso di natalità, perché dove la donna ha una maggiore indipendenza economica e una migliore realizzazione professionale è più propensa ad avere figli []. Inoltre, non si capisce perché, in un Paese che ha un forte problema di produttività, non si debba puntare su una leva di sviluppo quale un miglioramento del tasso e della qualità dell’occupazione femminile.

Il progetto Moms@Work di Gi Group sta sperimentando - attraverso attività di formazione e consulenza a diverse aziende - strumenti innovativi che trasformano il “problema” della maternità in un’opportunità di crescita per l’azienda stessa e per le persone. Questi strumenti hanno dei costi di tipo amministrativo e organizzativo di cui l’azienda non si può fare carico da sola, ma che può affrontare se accompagnata in un percorso di crescita territoriale e socio-economica.

Per questo, oltre al rifinanziamento e quindi al nuovo bando atteso (l’art. 9 della legge 53/2000) - che sostiene economicamente le aziende impegnate ad adottare politiche family friendly - sembra necessario un approccio il più possibile organico per rendere pienamente operativo l’art. 46 del Collegato lavoro, che delega al Governo la possibilità di implementare misure in materia di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego e di incentivi all’occupazione femminile.

Gi Group Academy, per approfondire il tema, ha organizzato a Milano nel Palazzo del Lavoro Gi Group nella mattinata del 3 maggio, a partire dalle 9:30, un convegno dal titolo “Talenti al femminile e flessibilità in azienda: Tabù od opportunità?” che vuole provare ad affrontare alcuni dei principali quesiti in tema di conciliazione famiglia-lavoro con uno sguardo specifico alle donne: come valorizzare le risorse femminili in azienda? Come continuare a valorizzarle anche quando diventano mamme e all’impegno lavorativo si aggiunge anche quello privato, spesso più complicato e sfidante, di crescere un figlio? All’azienda conviene - anche da un punto di vista economico - venire incontro a eventuali esigenze di flessibilità, nelle sue diverse forme?

 

[2] In base ai dati Istat 2011, le donne inattive, cioè quelle che sono fuori dal mercato del lavoro e non lo ricercano più attivamente perché scoraggiate, sono 9,6 milioni (48,6%) e le disoccupate circa un milione (9,8%).

 

[3] Ocse Family database; Istat “Dossier Famiglia in cifre” 2010.